Sono stati consegnati ieri a Roma, dalla Fondazione Edoardo Garrone, nel corso di un evento organizzato in collaborazione con Fondazione Symbola, i premi per i tre progetti vincitori della prima edizione di ReStartApp, incubatore d’impresa per il rilancio dell’economia appenninica.

ReStartApp, con l’apertura di un campus sull’Appennino Ligure, a Grondona (AL), svoltosi dal 7 giugno al 27 settembre 2014 (con pausa in agosto), ha permesso a un gruppo di giovani sotto i 35 anni con un’idea di impresa o un’impresa attiva nell’ambito dell’agricoltura, dell’allevamento, dell’ambiente in genere e del turismo, di approfondire nozioni relative all’avvio e la gestione di un’impresa rurale-montana e di business planning; le tecniche di gestione dei processi produttivi rurali e di montagna; le tendenze macro e micro economiche; le teorie e gli strumenti di marketing tradizionale e digitale; le tecniche e gli strumenti per l’ottenimento di finanziamenti, contributi e agevolazioni finanziarie all’avvio, per la gestione dell’impresa.

Una vera e propria scuola che oltre a fare formazione premia i migliori progetti di impresa sviluppati nel suo ambito con una cifra di 60 mila euro, divisi tra i vincitori. Il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci, presente alla premiazione, ha commentato così:

Conoscenza, qualità, legame con i territori e con le comunità, green economy sono le carte su cui puntare per rilanciare non solo l’economia delle aree interne, delle zone montane e dell’Appennino, ma di tutto il Paese. Quando a questa ricetta si aggiunge anche un investimento sui giovani si propone un’idea di futuro che può davvero portare il Paese oltre la tempesta perfetta di questa crisi.

I vincitori sono stati:

  • Altavia – di Giorgio Masio (27 anni, Liguria), a cui è andato il primo premio. Si tratta di una start-up che produce birra artigianale a “km 0″ e che segue le fasi di produzione fin dall’inizio: dalla coltivazione e lavorazione di luppoli e cereali autoctoni savonesi, fino alla birrificazione e alla distribuzione.
  • Centro Helix – di Filippo Resente (29 anni, Veneto), che in Provincia di Rieti realizza agricoltura e allevamento di qualità, nella continua ricerca di processi produttivi sostenibili e dal basso fabbisogno energetico. Tra i prodotti particolari di cui si occupa ci sono l’elicicoltura, lo zafferano e l’alga spirulina.
  • Centro Tularù – di Miguel Acebes Tosti (33 anni, Lazio). Nel cuore dell’Appennino reatino sta cercando di far nascere una delle prime “Social Valley” italiane, coinvolgendo i consumatori e i residenti locali nella fase di produzione e lavorazione dei campi.

Alessandro Garrone, presidente della Fondazione Edoardo Garrone, ha commentato così:

Puntando sulle energie delle nuove generazioni, vogliamo dare un contributo concreto al rilancio del territorio appenninico, che consideriamo strategico per la ripresa economica del nostro Paese. Oggi celebriamo anche l’avvio di un nuovo ciclo del progetto che, già in questo primo anno di vita, ha dimostrato la sua validità e la sua capacità di interpretare l’attuale contesto socio-economico.

Ce lo confermano la rete di soggetti di alto profilo istituzionale e scientifico che siamo riusciti a costruire, consolidare ed ampliare in così poco tempo, e il crescente interesse manifestato da molti giovani che vogliono puntare sui propri progetti per creare impresa e realizzarsi professionalmente.

Forte dei risultati del 2014 infatti, per l’anno nuovo Garrone ha annunciato un maggiore impegno della Fondazione, che mette a disposizione due campus, uno sempre a Grondona (Alessandria) e uno a Portico di Romagna (Forlì-Cesena), che si svolgeranno dal 29 giugno al 19 settembre 2015, sempre con pausa in agosto, per un gruppo di 30 giovani. Anche il premio sarà più consistente, passando dai 60 mila euro del 2014 ai 120 mila per il 2015.

Questo permetterà di recuperare e valorizzare energie ancora molto vive in Italia, segnando la direzione della tutela e allo stesso tempo dell’incentivo di queste stesse energie, attraverso innovazione, tecnologia e formazione, in modo che “l’Italia possa fare l’Italia” e così avere la speranza di superare questa lunga e difficile fase di crisi.

21 gennaio 2015
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