Il respiro aiuta a calmarsi e a rilassarsi. È un principio antico che troviamo già nello Yoga e che ora è stato provato scientificamente da un gruppo di scienziati. La respirazione lenta funziona perchè crea un senso di calma nel nostro cervello e per dimostrarlo sono stati fatti dei test su dei topi da laboratorio.

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I ricercatori della Standford University hanno scoperto che un topo inserito in un contesto pieno di odori che stimola quindi una respirazione affannosa è molto agitato; al contrario gli animali che stavano respirando in modo molto più tranquillo avevano un condizione mentale nettamente più rilassata.

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Esistono dei neuroni nel tronco encefalico inseriti in un centro di respirazione che negli esseri umani è responsabile, tra le altre cose, del risveglio: se “agitati” da una respirazione affannosa tali neuroni possono innescare ansia, angoscia e veri e propri attacchi di panico. L’area del cervello responsabile del controllo della respirazione del resto esiste e ha un nome ben preciso: è il complesso di pre-Bötzinger.

Questo studio ha portato così subito alla nascita della cosiddetta respirazione trasformazionale ed è già una nuova tendenza Yoga, molto simile alla respirazione pranayama che sta spopolando Oltreoceano. Si tratta di fare semplicemente respiri lenti e profondi che inducono in un potentissimo stato di calma, con un abbassamento della pressione sanguigna.

Perchè questo accade? Secondo questa teoria una respirazione superficiale fornisce degli impulsi al nostro cervello, segnalandogli che siamo in una situazione di sopravvivenza, lotta o fuga e portando a picchi elevatissimi gli ormoni dello stress. Ecco quindi che la respirazione lenta, profonda e consapevole può, nei momenti di tensione, calmarci ed evitare attacchi di panico improvvisi.

3 aprile 2017
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