Resistenza agli antibiotici: dentifrici e saponi sotto accusa

Quello delle infezioni e della resistenza agli antibiotici è un tema molto dibattuto. Gli esperti raccomandano di usare questi farmaci soltanto nei casi strettamente necessari. Un uso sconsiderato potrebbe far crescere di più la resistenza da parte dell’organismo nei confronti degli antibiotici, rendendo le infezioni particolarmente difficili da combattere.

A quanto pare non si tratterebbe soltanto di fare un uso meno sconsiderato degli antibiotici, perché anche il dentifricio e il sapone, che usiamo tutti i giorni in bagno potrebbero essere alla base del problema. Una nuova ricerca suggerisce che il principale imputato è il triclosano, un composto chimico che metterebbe a rischio la salute, anche quella del cuore, e renderebbe la tiroide iperattiva.

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I ricercatori dell’Università del Queensland hanno esposto in laboratorio Escherichia coli al triclosano per 30 giorni. Hanno così potuto osservare che questa sostanza chimica provocava la mutazione dei geni degli Escherichia coli, facendo in modo che i batteri si dimostrassero maggiormente resistenti agli antibiotici. Il principale autore dello studio, il dottor Jianhua Guo, ha spiegato:

Queste sostanze chimiche sono utilizzate in quantità molto più elevate nella vita quotidiana, con la possibilità di avere molti residui nell’ambiente e con il rischio di indurre la resistenza ai farmaci che vengono somministrati per curare le infezioni.

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Il triclosano viene aggiunto ai saponi antibatterici, ai detergenti per il corpo, ai dentifrici e ai cosmetici. Lo ritroviamo pure in alcuni capi di abbigliamento, nei mobili e nei giocattoli. Non è una questione che può essere ignorata perché, come ha spiegato il professor Sean Brady della Rockfeller University di New York:

Nonostante l’ampia disponibilità di antibiotici le malattie infettive rimangono una delle principali cause di morte nel mondo. Si calcola che i tassi di mortalità dovuti ad infezioni impossibili da trattare dovrebbero aumentare di più di dieci volte entro il 2050, specialmente in assenza di nuove terapie.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte del pericolo, spiegando che la resistenza ai farmaci antimicrobici rappresenta una seria minaccia in ogni parte del mondo.

21 giugno 2018
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