Nuova protesta di Greenpeace contro le trivellazioni in Italia. L’associazione ambientalista lancia il “Renzi PetrolTour”, una campagna singolare che ha organizzato la partenza, da 23 città italiane, di pullman turistici verso le coste destinate dal Governo Renzi come oggetto di interesse per l’estrazione di petrolio e gas naturale.

La protesta di Greenpeace indica come “uomo solo a volante” il Presidente del Consiglio, con quest’ultimo impegnato nell’invitare gli italiani a recarsi nei bei mari italiani “petrolizzati” per ammirare le trivelle, fotografare le piattaforme, guardare incantati i riflessi di luce sulle chiazze di petrolio e ascoltare le esplosioni degli airgun. Viaggi ipotetici che sono serviti a dare luogo nel fine settimana a singolari proteste nelle principali città italiane.

Una protesta che riprende il filo della campagna “TripAdvisor“, dove ai sostenitori di Greenpeace e dell’ambiente italiano è stato chiesto di inviare ipotetiche recensioni lodando la bellezza dei luoghi naturali deturpati dalle attività estrattive. Come ha dichiarato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace:

Il mare che conosciamo e amiamo, uno dei beni più preziosi per l’Italia, rischia di essere sfigurato per poche gocce di oro nero che giacciono sotto i suoi fondali: quantità marginali per i consumi del Paese ma occasione di profitto per una manciata di aziende. Un mare pieno di trivelle e piattaforme, condito magari da qualche sversamento di petrolio: è questo il futuro che Renzi e il suo esecutivo immaginano per il turismo italiano?

6 luglio 2015
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