Renne con il GPS: non è una trovata pubblicitaria o l’illuminazione di qualche mente fin troppo creativa. Bensì una necessità reale messa in pratica per monitorare spostamenti, migrazioni, sopravvivenza e riproduzione di un esemplare in serio pericolo di vita. Questo splendido animale è da tempo è a rischio d’estinzione, in particolare in Siberia dove i branchi a piede libero sono in netta diminuzione. Per questo motivo l’Università Federale della Siberia ha deciso di seguirne le tracce applicando un GPS su ogni capo.

Questa scelta tecnologia nasce da un forte necessità economica, i costi molto alti dei controlli via aereo hanno spinto gli scienziati verso il GPS. La geolocalizzazione è sponsorizzata e finanziata dall’ateneo siberiano: con i soldi forniti sono stati acquistati i collari tecnologici da applicare agli animali. Poco più di un milione gli esemplari in libertà, un cifra all’apparenza elevata ma in costante calo. Tante sono le cause di questa lenta estinzione, tra queste l’inquinamento, fonte primaria del cambiamento climatico. Non solo, perché questi delicati mammiferi sono vittime costanti dei cacciatori di frodo. Come sostiene lo staff universitario:

Il trasmettitore è fissato sull’animale e attivato semplicemente rimuovendo la calamita allegata. Da quel momento lo strumento inizia a inviare le proprie coordinate a un ricevitore.

La pratica potrebbe salvare molti esemplari di renna dalla morte, permettendo al contempo una visuale sui loro percorsi e sulle zone preferite per l’inverno. Lo stesso tipo di accorgimento è stato messo in atto in Australia per seguire gli spostamenti di un gruppo di pinguini ospiti di uno zoo. La presenza del GPS produrrebbe dati importanti sul loro stile di vita, sui movimenti e la ricerca del cibo. L’animaletto è un protagonista importante della vita marina, la sua sopravvivenza può incidere sulla salute dei mari. Come sostiene una ricercatrice della Macquarie University:

Applichiamo questi piccoli accelerometri sui pinguini in cattività, qui allo zoo Taronga, per avere un’idea di come si muovono nello spazio tridimensionale acquatico, quando non li vediamo.

7 maggio 2014
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