Il mercato delle auto elettriche è sicuramente molto interessante, specie se visto in prospettiva, ma al momento non è in grado di regalare soddisfazioni economiche a tutti i costruttori che vogliono investirci. La conferma di questa tendenza arriva da Renault, che ha reso noto il rinvio a data da destinarsi dell’annunciata Renault Twingo ZE.

La versione a zero emissioni della compatta citycar francese sarebbe dovuta arrivare verso la metà dell’anno, seguendo l’avventura commerciale delle versioni a motore termico di nuova generazione, che saranno disponibili sul mercato dopo l’estate. Adesso, stando ad alcune dichiarazioni del dirigente Jerome Stoll riportate da alcune agenzie americane, la produzione della Renault Twingo elettrica è stata bloccata e il modello è momentaneamente destinato a rimanere un progetto.

Il motivo che ha portato Renault a questa decisione pare essere legato alla scarsa domanda stimata per la Twingo ZE, soprattutto in considerazione del fatto che la casa francese sta facendo fatica a vendere le sue vetture elettriche già sul mercato come la Zoe, la Twizy e la Fluence ZE.

Il costruttore vuole adottare una linea prudente e intende mettere sul mercato una gamma che sia il più possibile corrispondente alle vere esigenze del pubblico. In tal senso va letta ad esempio la scelta di far debuttare la nuova Twingo unicamente con motorizzazioni a benzina, senza prevedere alcuna opzione a gasolio perché, a detta di Renault, chi compra la vettura pensa di usarla in città e non per le lunghe percorrenze, cosa che rende meno ammortizzabile (e quindi meno interessante) l’investimento su una motorizzazione diesel.

La mossa odierna si può interpretare pure come una “pausa di riflessione” in attesa di capire meglio in che direzione sta andando il mercato. In effetti, a parte Nissan Leaf e Tesla Model S, al momento ci sono molti dubbi sul ritorno economico che i modelli di questo tipo sono in grado di garantire ai costruttori e in questo senso vanno lette le ultime dichiarazioni di Sergio Marchionne sulla Fiat 500e, con il CEO di FCA che ha addirittura invitato i clienti americani a non comprare la vettura in quanto ogni esemplare venduto comporta una perdita per il gruppo di 14.000 dollari.

Il caso Fiat Chrysler può apparire come una situazione-limite non sufficiente ad essere presa come termine di paragone per valutare l’intero mercato, ma sembra confermare le difficoltà che, nonostante una discreta crescita, le auto elettriche stanno incontrando rispetto alle previsioni di qualche anno fa, con un certa resistenza evidenziata soprattutto in alcuni paesi europei, dove forse gli automobilisti sono più legati alla tradizione e meno inclini a sperimentare nuove tecnologie propulsive che comportano dei cambiamenti nell’approccio stesso al veicolo.

27 maggio 2014
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