Lo scandalo emissioni che ha travolto nei mesi scorsi Volkswagen non ha ancora esaurito la sua eco e le sue conseguenze che già si affacciano nuove nubi all’orizzonte per altri costruttori. A finire nel vortice dei sospetti è stata nelle scorse settimane Renault, accusata, come i colleghi tedeschi, di aver in qualche modo falsato i dati riguardanti le emissioni inquinanti prodotte dai propri veicoli.

Sebbene dalla Régie fossero inizialmente arrivate secche smentite, le voci non si sono mai spente, fino ad arrivare all’annuncio odierno del ministro dell’Ambiente francese, Ségolène Royal, che ha reso pubblico il richiamo di 15.000 vetture Renault al fine di mettere il motore in regola con le normative ambientali vigenti.

La decisione è arrivata dopo un’audizione dei vertici del gruppo automobilistico davanti alla commissione tecnica voluta dal ministro e porterà alla revisione delle vetture non ancora uscite dalla fabbrica prima che siano immesse sul mercato. A quanto si apprende i veicoli Renault “incriminati” sono dotati di dispositivi di controllo degli agenti inquinanti in grado di funzionare in una finestra termica diversa da quella richiesta dalle normative europee in fase di rilievo delle emissioni. Il ministro Ségolène Royal ha spiegato che:

Renault si è impegnata a richiamare un certo numero di veicoli, 15mila auto, per verificarli e regolarli correttamente in modo che il sistema di filtraggio funzioni. I controlli dovranno riguardare le emissioni quando la temperatura ambientale è molto alta o sotto i -17 gradi, perché in quelle condizioni l’impianto di filtraggio degli scarichi non lavora più.

Oggetto del richiamo saranno probabilmente 15.800 Renaut Captur con motore 1.5 dCi da 110 cavalli prodotte tra luglio e settembre dell’anno scorso. A queste si potrebbero poi aggiungere entro l’estate altre 700.000 vetture, che diventerebbero oggetto di richiamo per ricevere un aggiornamento software.

Mentre il dirigente Renault Thierry Bolloré si è affrettato a precisare che il suo gruppo non ha barato, la vicenda dei valori delle emissioni non conformi potrebbe presto ampliarsi da Volkswagen e Renault ad altri modelli finiti all’attenzione delle autorità in questi mesi. Alcune fonti parlano di probabili irregolarità per Opel Zafira, Mercedes Classe C, Renault Espace e Nissan Qashqai, quest’ultime con in comune il motore turbodiesel 1.6 Energy disponibile nelle versioni da 130 e 160 cavalli.

19 gennaio 2016
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