Il reflusso gastroesofageo è un disturbo che colpisce l’apparato digerente e che può comportare danni più o meno gravi. Inoltre a soffrirne è spesso la qualità della vita, con i soggetti colpiti costretti a convivere con le poco gradevoli sensazioni di acidità o bruciore indotte dalla patologia.

A soffrire di reflusso gastroesofageo sono sia uomini che donne. Al contrario del genere, l’età rappresenta invece una discriminante: a manifestare con maggiore frequenza il disturbo sono i soggetti più avanti con gli anni. Tecnicamente questo problema viene definito come Malattia da Reflusso GastroEsofageo (MERG), in inglese noto invece come Gastro-Esophageal Reflux Diseas (GERD).

Cause e sintomi del reflusso gastroesofageo

L’insorgere del reflusso gastroesofageo è solitamente successivo al pasto, in virtù del fatto che una delle cause principali del suo scatenarsi è rappresentata dall’acidità di stomaco. A contribuire a tale processo anche delle difficoltà nel processo digestivo relativamente ad alcuni specifici alimenti.

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Esiste inoltre la possibilità di una predisposizione congenita alla manifestazione del reflusso gastroesofageo, come è possibile si verifichino episodi (seppure siano piuttosto rari) di problemi connessi a un flusso biliare anziché di acidi stomacali.

Tra i fattori di rischio da tenere in maggiore considerazione figura, oltre a una cattiva alimentazione, anche lo stress. Soprattutto se predisposti alla manifestazione del reflusso gastroesofageo il controllo dei propri livelli di stress si rivela uno strumento importante nel ritrovare la migliore condizione.

I sintomi associati al presentarsi del reflusso gastroesofageo comprendono il bruciore al petto, localizzato in corrispondenza dello stomaco (più precisamente della sua parte alta). A generarlo il fluire di liquidi acidi proiettati lungo l’esofago: nei casi più gravi vi è la possibilità che tali sostanze raggiungano sia la gola che il cavo orale.

Alimentazione e reflusso gastroesofageo

Come detto in merito alle cause, una dieta scorretta può rappresentare un fattore di rischio per quanto riguarda il reflusso gastroesofageo. Ecco che quindi l’alimentazione si rivela uno dei pricipali nodi da sciogliere nel trattamento di questa patologia.

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura si rivela importante per tenere alla larga il reflusso gastroesofageo, come anche il limitare al minimo indispensabile (quando possibile evitare) cibi grassi o fritti (più difficili da digerire) o speziati e pomodori, come anche il consumo di bevande alcoliche e caffè.

Spesso in caso di reflusso generato da acidità di stomaco l’utilizzo del limone viene stigmatizzato, con l’indicazione di evitarne il consumo pena l’incremento dei livelli di acidi gastrici.

Tutto ciò è solo parzialmente vero, in quanto il succo di questo agrume può contribuire, se assunto a digiuno, a ridurre l’acidità di stomaco (grazie ai carbonati e bicarbonati prodotti durante la sua digestione). Da tenere a mente che qualora venga aggiunto dello zucchero o venga consumata a stomaco pieno, questa bevanda produrrà l’effetto opposto, aumento il livello degli acidi gastrici ed esponendo di conseguenza a maggiori rischi per quanto riguarda il reflusso gastroesofageo.

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Rimedi naturali contro il reflusso gastroesofageo

Passando ai rimedi naturali considerati più efficaci nel combattere questo problema una delle possibili soluzioni è l’assunzione di malva, anche detta Malva sylvestris. La sua azione calmante e lenitiva porterà beneficio alle mucose gastriche, attenuando i sintomi legati al bruciore. Da utilizzare sotto forma di tisana, che può essere acquistata sfusa in erboristeria o pre-confezionata in bustine presenti nei negozi specializzati come nei principali supermercati.

Un rimedio considerato tra i più efficaci è l’aloe vera. Un vero e proprio “coltellino svizzero” per quanto riguarda il trattamento naturale dei disturbi fisici, capace in questo caso non soltanto di calmare le mucose irritate, ma anche di proteggerle e di agire come ottimo disinfettante e cicatrizzante. In più fornirà all’organismo vitamine e minerali utili per tenere alte le difese immunitarie.

L’assunzione di camomilla è senz’altro un ottimo modo per affrontare episodi di reflusso gastroesofageo o acidità di stomaco. Se con l’aggiunta di limone è bene ricordare di seguire le avvertenze segnalate poco sopra (evitare l’utilizzo di zucchero e assumere a stomaco vuoto). Altra soluzione “tampone” per i momenti in cui si manifesta il disturbo è quella di bere un bicchiere d’acqua nel quale sarà stato sciolto del bicarbonato di sodio.

Utile nel trattamento del reflusso gastroesofageo anche la liquirizia, sebbene più di tutti i rimedi citati sia oggetto di alcuni “distinguo”. Il principale è legato alla sua azione ipertensiva, che la rende controindicata per chi è soggetto a pressione alta.

La liquirizia si rivela efficace grazie al suo contenuto di glicirizzina e flavonoidi. Utile anche per trattare eventuali episodi di mal di gola, afte e nausea. Da utilizzare masticandone la radice, meglio se biologica, come anche bevendone un decotto (il preparato è acquistabile in erboristeria). Meglio invece evitare caramelle o altri prodotti frutto della sua lavorazione industriale.

9 dicembre 2016
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