Il reflusso gastroesofageo è un disturbo che può colpire anche bambini e neonati. Sebbene risulti più frequente in età adulta, soprattutto se avanzata, questo problema tende a presentarsi in maniera fisiologica nei piccoli al di sotto di un anno. Qualora emerga in età pediatrica occorrerà potrebbe assumere, pur condividendo alcune possibili cause con la patologia neonatale, caratteristiche più simili a quella dei “grandi”.

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Qualora il reflusso gastroesofageo si presenti nei bambini in età pediatrica è opportuno effettuare una serie di valutazioni, che vanno dal tipo di alimentazione seguita fino allo stile di vita (più o meno sedentario) del bimbo. Condizioni di obesità possono rappresentare, anche se moderate, un fattore di rischio importante.

Cause e sintomi

Alimentazione e stile di vita si confermano come elementi chiave nel corretto sviluppo del bambino, soprattutto quando si parla di reflusso gastroesofageo. Un eccesivo consumo di cibi grassi o fritti, cibo spazzatura, bevande e succhi di frutta zuccherati può favorire l’insorgenza del problema.

L’obesità anche moderata contribuisce inoltre ad aumentare del 30% le possibilità che il piccolo sviluppi la MRGe (Malattia del Reflusso Gastroesofageo), quest’ultima tra le cause principali del reflusso. Altre possibili cause possono essere inoltre un evento traumatico, con l’eventuale danneggiamento del cardias (sfintere esofageo inferiore), condizioni di stress cronico o una predisposizione genetica.

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La sintomatologia comprende invece il rifiuto per il cibo, la sensazione di bruciore al petto, senso di acidità in bocca o difficoltà a deglutire. Altri sintomi possono essere la tosse cronica e l’irritabilità.

Cosa fare

In assenza di una diagnosi specifica che attesti la particolare gravità della situazione è possibile in prima istanza intervenire sull’alimentazione e lo stile di vita. Si tratta di piccoli accorgimenti che possono contribuire in maniera efficace, nei più lievi, alla risoluzione del problema.

Innanzitutto evitare il consumo di bibite gassate o cibo spazzatura, prestando attenzione inoltre a restare con la schiena dritta durante i pasti. Importante inoltre evitare di sdraiarsi prima che sia trascorsa almeno un’ora dal pranzo o un paio d’ore dalla cena.

Da evitare sono anche pasti eccessivi, soprattutto se precedenti a un’attività fisica intensa, gli alimenti troppo grassi o fritti. Tra i rimedi naturali sono in genere consigliati: il succo di aloe vera, ad azione lenitiva e protettiva delle mucose e di supporto per il sistema immunitario; una tisana allo zenzero (quest’ultimo un potente alleato dello stomaco); il miele di manuka (utile per la salute dell’esofago, da non far assumere a bambini di età inferiore ai 12 mesi). In caso di dubbi il consiglio è sempre quello di rivolgersi al proprio medico pediatra.

16 dicembre 2016
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