Referendum: vittoria dei Sì. Quale politica energetica ora?

I Sì hanno vinto. Una vittoria schiacciante su tutti e quattro i quesiti proposti stando ai dati ormai certi. Gli italiani hanno bloccato in modo assai netto il ritorno al nucleare, hanno scelto di lasciare la gestione degli acquedotti in mani pubbliche e hanno abrogato la legge sul legittimo impedimento.

Ecco i dati defintivi elaborati direttamente dal Ministero dell’Interno quesito per quesito:

  • Quesito n.1: SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Si 95,70%, No 4,30%;
  • Quesito n.2: TARIFFA SERVIZIO IDRICO: Si 96,17%, No 3,83%;
  • Quesito n.3: ENERGIA ELETTRICA NUCLEARE: Si 94,57%, No 5,43%;
  • Quesito n.4: LEGITTIMO IMPEDIMENTO: Si 95,02%, No 4,98%;

La domanda adesso è: quale politica energetica adotterà l’Italia? Con il Quarto Conto Energia gli incentivi per le rinnovabili sono stati tagliati, e proprio questi tagli hanno scatenato le critiche delle associazioni di settore. Alla luce del no al ritorno del nucleare in Italia sarà necessaria qualche modifica nell’impianto del provvedimento? O, per garantire una corretta politica energetica al nostro Paese, sarà necessaria la sua totale riformulazione?

Nel frattempo, l’esito del referendum ha influenzato immediatamente l’andamento dei titoli energetici su Piazza Affari. Già in vista del dato definitivo circa il raggiungimento del quorum, la Borsa aveva infatti iniziato a dare il proprio responso, premiando i titoli delle aziende legate alle rinnovabili e, soprattutto, penalizzando le imprese coinvolte nei piani, ormai impraticabili, di costruzione delle centrali nucleari in Italia.

13 giugno 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento