Prosegue senza sosta la campagna #unmaredisi promossa dal WWF a sostegno del referendum anti-trivelle. In vista dell’appuntamento di domenica 17 aprile 2016 l’associazione ambientalista ha fatto il punto sulle possibilità per l’Italia di ottenere davvero l’indipendenza energetica.

Solo con le rinnovabili e l’efficienza energetica è possibile per l’Italia ottenere l’indipendenza energetica, sostiene il WWF. A sostegno di questa tesi l’associazione ricorda che:

Tra il 2006 e il 2014, grazie alle misure per l’efficienza e le rinnovabili, le importazioni energetiche nel nostro Paese si sono abbassate di ben 10 punti (dall’85,9% al 75,9%), il minimo registrato negli ultimi 50 anni, dimostrando che il Paese si può emancipare dalle fonti fossili (gas e petrolio).

Strumenti che non verrebbero però sfruttati in maniera adeguata dal Governo Renzi, prosegue il WWF, che anzi proseguirebbe in direzione opposta favorendo fonti fossili e trivelle:

Il Governo non dice più una parola sul Green Act, che doveva contenere misure all’avanguardia in campo energetico e climatico, preannunciato dal premier Renzi nel gennaio 2015, ben prima del vertice di Parigi, ma nel frattempo ha dapprima classificato come strategiche (decreto legge Sblocca Italia, dl 133/2014, convertito nella legge 164/2014) tutte le attività di prospezione ricerca e coltivazione degli idrocarburi, tranne poi, con un goffo dietrofront, ridimensionare la forzatura; con il decreto legge Spalma incentivi (decreto legge 145/2013, convertito nelle legge 9/2014) ha addirittura colpito retroattivamente gli incentivi al fotovoltaico e il TAR del Lazio ha deciso con propria Sentenza di rimettere la questione di fronte alla Corte Costituzionale.

Mentre i sussidi alle fonti fossili in Italia ammontano a 2,7 miliardi di euro, per effetto del decreto Spalma Incentivi è stata valutata la perdita di almeno 10mila posti di lavoro, nel settore delle fonti rinnovabili, secondo Assorinnovabili.

Il tutto mentre il mercato punterebbe in direzione delle fonti verdi e del risparmio energetico, sottolinea il WWF, che ricorda come nel 2015 (a livello globale) gli investimenti sulle rinnovabili abbiano toccato quote record (un totale di circa 367 miliardi di dollari). Secondo i dati IEA, incalza il WWF, la crescita del PIL mondiale all’interno di tale scenario (di forte investimento nelle energie pulite) non è corrisposto a un incremento delle emissioni globali nei settori energetici.

Ingiustificati i tagli al fotovoltaico operati del Governo, prosegue l’associazione, ricordando come l’Italia abbia raggiunto livelli record nel settore solare grazie alla forte crescita degli scorsi anni; tanto da consentirle di posizionarsi al vertice mondiale per quota fotovoltaica nel mix energetico col 7,9% (fonte: Solar Foundation, 2015).

Il WWF ricorda in ultimo come le rinnovabili abbiano contribuito dal 2006 ad oggi a ridurre la quota di energia importata dall’estero, portandola dall’8 5,9% al 75,9% del 2014.

Una riduzione del 10% di importazioni dall’estero in appena 8 anni, conclude il WWF. Un risultato che dovrebbe far prendere al Governo Renzi la direzione delle fonti rinnovabili, approvando un nuovo Piano nazionale per l’energia e il Clima (l’ultimo risale al 1988) che tenga conto degli esiti della COP21 di Parigi.

15 aprile 2016
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