Matteo Renzi a sostegno del referendum anti-trivelle nei manifesti di Greenpeace. L’invito a rottamare le trivelle del Presidente del Consiglio non è tuttavia un drastico quanto sorprendente cambio di rotta, ma una provocazione da parte dell’associazione quando mancano ormai pochi giorni al voto del 17 aprile 2016.

I volontari di Greenpeace distribuiranno da oggi in 30 città italiane finti volantini elettorali con l’immagine di Renzi e il relativo invito a rottamare le trivelle. L’obiettivo è di ricordare i molti impegni presi dal Presidente del Consiglio sul fronte energie rinnovabili e i numerosi provvedimenti che secondo l’associazione finirebbero al contrario per penalizzarle.

È un Renzi sorridente quello che campeggia nel volantino distribuito da Greenpeace, racchiuso tra le scritt “Al referendum del 17 aprile vota Sì” e “Rottamiamo le trivelle”. Presente inoltre una lettera in “stile renziano” a sostegno del referendum anti-trivelle:

Abbiamo una sfida dinanzi a noi: dare spazio al cambiamento, non alla rassegnazione. Questa sfida passa per il referendum del 17 aprile sulle trivelle.

Il 17 aprile la rottamazione continua. Liberiamo i nostri mari, rottamiamo le trivelle.

Sul retro del volantino Greenpeace torna però a sottolineare le mancanze di cui accusa Renzi, con un messaggio tutt’altro che lusinghiero:

Solo due anni fa Matteo Renzi voleva far crescere le fonti rinnovabili fino al 50% per rivoluzionare il sistema energetico italiano. Se le promesse non fossero solo parole, oggi Renzi ti avrebbe certamente invitato a votare Sì al referendum contro le trivelle del 17 aprile. Invece sta boicottando il voto per difendere gli interessi dei petrolieri.

A supporto di tali tesi l’associazione ricorda come nel 2012 siano entrati in esercizio poco meno di 150 mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel primo anno di Governo Renzi appena 722. Anche sul fronte incentivi le cose restano sconcertanti, secondo Greenpeace, in quanto ben 13,2 miliardi di dollari vengono destinati dell’Esecutivo alle fonti fossili.

Appena 11 miliardi sono stati destinati agli incentivi per le rinnovabili, ben lontani dai 23 mld stanziati dalla Germania. Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace:

Con questa iniziativa abbiamo voluto ricordare la promessa che Renzi aveva fatto appena due anni fa. Pensiamo che anche chi ha sostenuto la sua ascesa politica possa convintamente votare Sì al referendum sulle trivelle.

È solo questione di riconoscersi ancora, senza alcuna “crisi di identità”, in ciò che Renzi annunciava di voler promuovere: un sistema energetico sostenibile, moderno e innovativo. Se il Presidente del Consiglio avesse a cuore la coerenza, oggi avrebbe certamente inviato agli italiani una lettera molto simile a quella di Greenpeace.

8 aprile 2016
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