Greenpeace in azione a Torino, Roma e Venezia a sostegno del referendum anti-trivelle. A ormai due giorni dal voto del 17 aprile 2016 gli attivisti hanno esposto alcuni striscioni nei luoghi simbolo di tre grandi città italiane per ricordare gli italiani l’importanza del quesito referendario e del raggiungimento del quorum (necessario per la validità del voto).

Gli attivisti Greenpeace hanno esposto a Roma due grandi striscioni calati sulle arcate di Ponte Sisto, sul Tevere, con su scritto “Stop trivelle” e “Il 17 aprile vota Sì”. A Torino l’azione si è svolta in corrispondenza di Ponte Vittorio Emanuele I, sul Po, dove è stata mostrata la scritta “L’Italia non si trivella”. L’iniziativa ha visto a Venezia l’esposizione di uno striscione riportante “Meno petrolio, più rinnovabili”.

In ballo con il referendum anti-trivelle secondo Greenpeace non soltanto turismo e ambiente legati alle Regioni costiere, ma lo stesso orientamento nazionale in tema di energia. Da difendere vi sarà anche il mare, sottolinea l’associazione, insieme alla vita in esso contenuta.

Si voterà in tutta Italia, non soltanto nelle Regioni promotrici, e richiederà il raggiungimento di un quorum pari al 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Ulteriore motivo per cui, sottolinea l’associazione, ogni singolo voto risulterà importante. Come ha sottolineato Andrea Braschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace:

Domenica 17 aprile si confronteranno due parti. Una invita all’astensione per difendere 88 vecchie piattaforme che inquinano i nostri mari, producono pochissimo, occupano meno di 80 persone e versano nelle casse pubbliche solo spiccioli.

Un’altra parte pensa che l’Italia debba lasciarsi alle spalle queste vecchie carrette, e che l’occupazione e lo sviluppo si possano perseguire solo con rinnovabili, efficienza energetica e reti intelligenti. Da un lato la rottamazione a chiacchiere, dall’altro quella dei fatti. Serve solo un Sì.

16 aprile 2016
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