Recarsi a votare in occasione del referendum sulle trivelle per essere davvero cittadini. Solo così si potranno rivendicare e far valere i propri diritti civili secondo il presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi, che sottolinea l’importanza civile del recarsi alle urne in caso di consultazione elettorale o referendaria.

Il presidente della Consulta ha espresso il suo parere sul voto al referendum anti-trivelle del 17 aprile 2016 durante una conferenza stampa, seguita alla presentazione del resoconto annuale delle attività della Corte. Come ha sottolineato Grossi:

Si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Credo però si debba partecipare al voto: significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d’identità del buon cittadino.

Il ministro dell’Ambiente Galletti ha nel frattempo ribadito la sua contrarietà al referendum affermando tuttavia, nonostante gli inviti Pd all’astensione delle scorse settimane, che si recherà alle urne per esprimere la sua preferenza per il No. Un atteggiamento poco adatto al suo ruolo Dario Ginefra, esponente della minoranza Pd contraria alla “politica dell’astensionismo”, che ha affermato:

Ho sempre trovato le posizioni del ministro Galletti sui generis ed estranee a quella che dovrebbe essere la condotta di un ministro dell’Ambiente, ma sul Referendum di domenica prossima credo abbia toccato il fondo. Affermare che ‘il referendum è su un argomento molto limitato’ è come dire che se ci fosse in Italia una sola centrale nucleare operativa, lui riterrebbe un eventuale referendum abrogativo del nucleare superfluo e strumentale.

A favore del referendum sulle trivelle del 17 aprile 2016 si è espresso anche Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negramaro, che attraverso i canali social ha scritto:

Ti è mai successo di “salvare” il mare? #Si‬#VotaSi‬#referendum‬#17aprile‬ #notrivelle.

12 aprile 2016
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