Il comitato Acqua Bene Comune sta portando avanti da mesi una battaglia importantissima. Se il secondo quesito del referendum sull’acqua votato nel giungo scorso abrogava il fatto che le aziende gestrici della distribuzione locale dei servizi idrici potessero guadagnare attraverso rincari in bolletta fino al 7% del capitale investito, in moltissimi municipi questa “sovrattassa” era rimasta.

Oggetto polemico dell’iniziativa Obbedienza Civile, di cui vi abbiamo già parlato, era anche l’attuale Governo Monti, reo di fare poco per i beni comuni e di spingere verso una liberalizzazione selvaggia degli stessi. Ieri, però, per una volta Acqua Bene Comune ha visto accogliere le sue richiesta: il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha confermato che la “remunerazione del capitale” non dovrebbe più andare in bolletta. Come leggiamo nel comunicato del Forum per l’Acqua, questo è stato il risultato di un incontro pubblico fra il movimento e l’esponente dell’esecutivo, scaturito da un’azione di protesta:

Dopo più di un’ora di occupazione della sede del Ministero dell’Ambiente, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha ottenuto l’incontro con il Ministro dell’Ambiente C. Clini.

Al Ministro sono state poste alcune precise richieste in merito ai referendum sull’acqua dello scorso giugno e al rispetto degli esiti dello stesso, sia in riferimento alla gestione pubblica e partecipativa dell’acqua, sia riguardo all’abrogazione dalla tariffa pagata dai cittadini della quota relativa alla “remunerazione del capitale investito”, ovvero i profitti del gestore.

In particolare, il Ministro ha assunto i seguenti impegni:

  1. l’invio in giornata di una nota all’Autorità dell’Energia e Gas e a tutte le istituzioni competente, al fine di precisare – nelle more dell’approvazione di qualsivoglia nuova norma in merito – l’inesigibilità da parte dei soggetti gestori della quota di tariffa relativa all’adeguata remunerazione del capitale investito;
  2. l’inserimento, all’interno delle Linee Guida del DPCM di trasferimento delle funzioni all’Autorità dell’Energia e Gas, di una precisa indicazione per il rispetto dell’esito referendario in materia tariffaria sull’acqua
  3. l’immediato avvio di un percorso di confronto con il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua in merito alle proposte relative al finanziamento del servizio idrico, con la prossima convocazione di un incontro congiunto con il Ministero dello Sviluppo Economico.


Si tratta indubbiamente di una buona notizia che si somma ad un’altra vittoria ottenuta sempre ieri dal movimento. Il consiglio comunale di Roma, infatti, ha approvato una delibera che impegna il sindaco Gianni Alemanno a promuovere in sedi ufficiali il rispetto dell’esito referendario. Più precisamente, come leggiamo nel comunicato pubblicato sul sito di Acqua Bene Comune:

Il Consiglio Comunale di Roma ha votato all’unanimità una mozione, promossa da Gemma Azuni del Gruppo Misto e firmata da tutti i capigruppo, che impegna il sindaco a promuovere in sede di Conferenza dei Sindaci di Ato2 l’eliminazione dalla tariffa della quota di “remunerazione del capitale investito”, abrogata dai referendum di giugno.

Insomma, la battaglia per i beni comuni questa volta ha messo a segno due gol importanti.

24 febbraio 2012
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