Referendum: in Puglia l’acquedotto è di nuovo pubblico

Il successo del referendum sull’acqua è stato prontamente recepito in Puglia. La giunta regionale ha approvato da ieri il ritorno dell’acquedotto in mani pubbliche. Soddisfazione del presidente Nichi Vendola per la pronta ricezione della domanda di cambiamento e di tutela dei beni comuni.

Nelle dichiarazioni del leader di Sinistra e Libertà tutta l’euforia per il risultato raggiunto:

Rendere l’Acquedotto pugliese di proprietà del popolo pugliese credo sia il modo migliore di rispondere alla meravigliosa domanda di cambiamento e di difesa dei beni comuni che si è espressa nei referendum.

L’acquedotto era divenuto una società per azioni nel 1998, sotto il governo D’Alema. Il decreto attuativo vide la luce l’anno successivo, ma fu fortemente contrastato dall’attuale ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, dal 2000 governatore della Puglia. Ora con Nichi Vendola si torna a una piena gestione pubblica, grazie al disegno di legge “Governo e gestione del Servizio idrico integrato – Costituzione dell’Azienda pubblica regionale “Acquedotto pugliese (Aqp)”. Il Consiglio regionale lo ha approvato a maggioranza con 37 voti a favore, quelli del centrosinistra e di Mep, e 24 contrari, quelli del centrodestra e dell’Udc.

Le quote azionarie erano al momento in mano per l’87% alla Regione Puglia e per il 13% affidate alla Regione Basilicata, non più quello che volevano i cittadini secondo Vendola:

Oggi l’azionista unico è pubblico ma resta una società per azioni che opera con le regole del diritto privato; allora noi vogliamo sgomberare il campo da qualunque ipoteca di privatizzazione e per questo stiamo mettendo in sicurezza il futuro Acquedotto Pugliese, trasformando la sua natura giuridica, rendendolo di proprietà del popolo pugliese e ripubblicizzandolo: credo sia il modo migliore di rispondere alla meravigliosa domanda di cambiamento e di difesa dei beni comuni che si è espressa nei referendum.

Contrarie le posizioni di centro destra e Udc. Rocco Palese, capogruppo in consiglio regionale per il Pdl, ha espresso dalle pagine de La Repubblica dure critiche nei confronti del provvedimento:

La ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese è incostituzionale. La promessa di acqua gratis per tutti è una vera e propria presa in giro dei pugliesi da parte di Vendola. a oggi sono ancora in vigore due leggi nazionali: il decreto legislativo del 1999 che sancisce la trasformazione dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese in Società per azioni e la Legge finanziaria del 2002 con cui lo Stato, trasferendo le azioni di Aqp alle Regioni Puglia e Basilicata, vincolava il trasferimento alla privatizzazione dell’Acquedotto entro i 6 mesi successivi.

Dal capogruppo del Pd, Antonio Decaro, arrivano rassicurazioni in merito alla valenza del provvedimento:

Si tratta di un cambiamento che, insieme alla neonata Autorità idrica che affida ai sindaci il controllo della qualità e delle tariffe dell’acqua, stabilisce una volta per tutte che l’acqua non si tocca.

16 giugno 2011
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Paolo36100, giovedì 16 giugno 2011 alle18:46 ha scritto: rispondi »

adesso ci sarà solo da ridere

Lascia un commento