Il 3 giugno 2012 in Piemonte si vota il referendum per limitare la caccia all’interno della regione. Molti gli artisti ed i personaggi politici che hanno prestato il loro volto e la loro voce per invitare la popolazione ad andare a votare. Un’occasione importante per circoscrivere e limitare i danni di un’attività ormai fuori moda, che sta mettendo in pericolo l’esistenza di molte specie.

Quello che richiede il Referendum contro la caccia, ovvero le ragioni del Sì, è la cancellazione dall’elenco delle specie cacciabili di 25 specie di fauna selvatica italiana in pericolo di sopravvivenza. Inoltre il divieto di caccia durante la domenica e su terreni ricoperti di neve, regola già esistente ma che il referendum vorrebbe eliminare così da salvare quelle specie ancora cacciabili d’inverno come la volpe, gli ungulati e la fauna alpina. Infine il referendum vorrebbe limitare privilegi e agi concessi alle aziende private e alle ex riserve private di caccia, dove gli animali vengono abbattuti in numero maggiore

Il referendum non è abrogativo ma cerca di ridimensionare alcuni passaggi della legge, così da salvaguardare alcune specie in via di estinzione e il territorio riconsegnandolo ai cittadini per le classiche gite fuori porta. Sull’argomento si stanno confrontando in modo veemente i rappresentanti delle due fazioni, il Presidente della Regione Roberto Cota sostiene l’inutilità della votazione liquidandolo come uno spreco di soldi. Ma i rappresentanti delle associazioni animaliste, oltre agli esponenti politici in favore dello stesso, nè confermano l’utilità principalmente per la salvaguardia del territorio, della salute dell’ambiente e del cittadino stesso, oltre alla necessità del Referendum come espressione insindacabile del pensiero dei cittadini.

Per quanto possa risultare affascinante e tradizionalista, la caccia è un’attività che purtroppo si scontra con una situazione ambientale già seriamente minata. Oltre a risultare pericolosa per gli stessi cacciatori che spesso si uccidono a vicenda, convinti di colpire un animale. Infine i cani da caccia, vittime loro stessi della tradizione, vengono addestrati all’azione e sovente se timidi e riluttanti vengono abbandonati al loro destino e alla morte certa.

25 aprile 2012
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