La Sardegna manifesta la propria disapprovazione sull’avvento del nucleare in Italia e lo fa in modo plebiscitario. Secondo i risultati diffusi al termine degli scrutini riguardanti il referendum regionale, infatti, il 59,49% degli aventi diritto si è recato alle urne e il 97,14% ha manifestato la propria contrarietà all’installazione di centrali e al deposito di scorie nucleari nell’isola.

Nonostante il silenzio imbarazzato del Governo nazionale, lo stesso Presidente della Regione Ugo Cappellacci ha manifestato la propria soddisfazione per l’esito della consultazione:

Lo dico con un filo di commozione per la prova di unità data dai Sardi su un tema, come il nucleare, dal quale dipende il nostro futuro, il futuro dei nostri figli. Quella antinucleare è una convinzione radicata. Certo anche il disastro giapponese ha aiutato nel far maturare le coscienze. Il rifiuto sancito oggi con il referendum è un segno di democrazia. In Sardegna dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili, come il fotovoltaico che sta facendo registrare progressi tecnici incredibili.

Non è mancato l’intervento di Legambiente, che, sottolineando l’importanza del risultato del referendum in Sardegna, ha evidenziato che molto probabilmente si tratta di una una chiara anticipazione di ciò che accadrà con il referendum del 12 e 13 Giugno, in occasione del referendum nazionale sul ritorno all’energia atomica.

Secondo Legambiente, infatti:

Nonostante il silenzio assordante di molti media sul tema del referendum sul nucleare e l’oblio che ormai cela la sciagura di Fukushima, l’enorme affluenza al voto in Sardegna conferma la volontà dei cittadini di partecipare concretamente alle scelte per il proprio futuro non solo energetico.

L’ultima parola spetta comunque al presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, che, dopo la diffusione dei risultati definitivi, ha approfittato dell’occasione per bacchettate il governo sulla propria condotta in merito al nucleare in Italia:

Laddove hanno potuto esprimersi, i cittadini hanno esercitato il loro diritto dichiarando in modo inequivocabile un secco No all’ipotesi del nucleare. Il governo prenda atto dell’orientamento degli italiani e s’impegni concretamente per un futuro energetico pulito e sicuro. Poiché le pause strategiche e i trucchetti mediatici per far calare l’attenzione sui piani energetici del Governo non hanno funzionato, sarà bene quindi accettare la volontà popolare e smettere di perdere tempo e denaro dietro a un progetto vecchio e pericoloso per dare invece nuova vitalità al settore più moderno, pulito e conveniente delle energie rinnovabili.

17 maggio 2011
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