Dopo un tira e molla che va avanti dal 1987, il referendum regionale del Piemonte sull’abolizione della caccia si farà. La Regione, infatti, ha confermato che rispetterà l’ultima sentenza della Corte d’Appello, risalente al 29 dicembre dello scorso anno, che lo ha dichiarato ammissibile.

La prima richiesta di consultazione popolare sulla caccia risale a 24 anni or sono, ma la forte opposizione delle associazioni dei cacciatori (ben appoggiate politicamente in Piemonte) è riuscita a portare il referendum davanti a nove tribunali.

L’ultimo, però, ha dato l’ok e la Regione ora deve indire il referendum per una data compresa nella finestra che va dal 15 aprile al 15 giugno 2012. Se non lo farà entro il 25 gennaio dell’anno che sta per arrivare verrà nominato un commissario ad acta dal Tar, che deciderà la data autonomamente. È improbabile, quindi, che il governatore del Piemonte Roberto Cota si tiri indietro: sarebbe inutile.

A battersi per il referendum anti caccia sono state molte associazioni ambientaliste e animaliste come la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) e Pro Natura, che ora sono in fibrillazione per organizzare la campagna referendaria di informazione ai cittadini. Si incontreranno il 17 dicembre, a Torino, per la prima riunione del Comitato promotore.

7 dicembre 2011
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