Dopo un tira e molla durato circa 25 anni il Piemonte farà il suo referendum sulla caccia per sapere se i cittadini vogliono limitare le attività venatorie nell’intera regione. Secondo il comitato promotore, però, la Regione Piemonte continuerebbe a comportarsi in maniera non corretta evitando di fornire informazioni su questa consultazione popolare.

Sul nuovo sito dell’ente, infatti, non vi è alcuna indicazione dell’esistenza del referendum, che si terrà domenica 3 giugno. Men che meno è illustrato il quesito referendario. La Regione, infatti, ha sempre fatto di tutto per evitare che i cittadini esprimessero la propria opinione su questo tema ma alla fine è stata costretta a indire il referendum dall’ultimo pronunciamento del TAR.

Sul sito del comitato, comunque, sono illustrate correttamente le modalità di svolgimento del referendum come anche il fatto che il quesito sarà unico e molto lungo. Ci sono anche le ragioni del sì per limitare la caccia ad alcune specie di animali. Se si ottenesse il quorum e vincessero i sì, in pratica, si potrebbero cacciare solo cinghiali, lepri, minilepri e fagiani. Ma non di domenica e non se il terreno è coperto di neve. Verrebbero anche aboliti alcuni privilegi attualmente concessi alle aziende faunistico-venatorie.

13 aprile 2012
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