Sostegno di Legambiente al referendum sulla caccia del 3 giugno in Piemonte. Con l’avvicinarsi della data di voto l’associazione ambientalista è ora più che mai impegnata nel sensibilizzare i cittadini piemontesi, molti dei quali sarebbero risultati scarsamente informati al riguardo. Al via proprio per questo la campagna “Anche loro voterebbero Sì”.

Legambiente invita tutti i piemontesi che hanno in casa degli animali domestici ad inviare una fotografia in cui viene ritratto il proprio cane o gatto di casa con accanto la scritta “Vota Sì”. Un’iniziativa, volutamente caratterizzata in chiave ironica, per attirare l’attenzione su un importante appuntamento come il referendum sulla caccia.

Un problema, quello della scarsa informazione, che rischia di minare la buona riuscita del quesito. A lanciare l’allarme Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta:

A due mesi dalla consultazione sono ancora troppo pochi i piemontesi informati sul quesito referendario e abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per sensibilizzare i cittadini ad andare a votare e raggiungere così il quorum.

Il voto del 3 giugno è un momento decisivo nella lotta delle associazioni ambientaliste contro la caccia, un’opportunità che lo stesso Dovana definisce imperdibile:

Dopo 25 anni di attesa non si può perdere l’occasione di esprimere il proprio parere su un argomento tanto caro ai cittadini piemontesi come il benessere degli animali. Il referendum di giugno non riguarda solo la fauna ma anche la sicurezza dei tanti escursionisti che la domenica amano immergersi nella natura per godersi un momento di pace e serenità.

Questi i 4 punti al centro del quesito sulla caccia e che Legambiente vuole far conoscere attraverso “Anche loro voterebbero Sì”:

  1. Esclusione di 25 specie dalla lista degli animali caccabili, che si ridurrebbe a lepre, minilepre, cinghiale e faggiano;
  2. Introduzione del divieto di caccia la domenica;
  3. Divieto di caccia su terreno innevato esteso anche alle specie per cui fin’ora è consentito ovvero volpe, ungulati e fauna tipica alpina;
  4. Abolizione del privilegio di caccia concessi alle aziende faunistico-venatorie private, nelle cui aree si possono abbattere più animali di quanto consentito in territorio libero.

Su Facebook l’associazione sta caricando man mano le foto dei tanti partecipanti, che hanno festosamente risposto all’invito di Legambiente inviando la foto dei loro animali domestici insieme alla scritta/invito “Vota sì”. Crescente il numero delle immagini ricevute, un segnale che lascia ben sperare Dovana:

L’iniziativa partita in sordina un paio di giorni fa ha già riscosso successo, sono decine le foto che ci sono già arrivate e le stiamo pian piano caricando sul social network – conclude Dovana – un segnale positivo che ci fa ben sperare sul raggiungimento del fatidico 50% più uno necessario per il raggiungimento del quorum.

3 aprile 2012
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