Referendum caccia in Piemonte: chiesta unica data con amministrative

Unica tornata elettorale per il referendum sulla caccia e le prossime elezioni amministrative. Fronte ambientalista e animalista compatto nel richiedere al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, al ministro dell’Interno Cancellieri e ad altri rappresentanti istituzionali l’accorpamento della tornata elettorale del 6-7 maggio con il quesito referendario previsto per il 3 giugno.

Il referendum sulla caccia in Piemonte non ha fino a ora avuto vita facile, accusano le associazioni, per via del continuo ostruzionismo messo in pratica dalla Regione:

Il comportamento delle istituzioni ha avuto l’unico scopo di impedire che venisse avviata la procedura referendaria, piuttosto che garantire la partecipazione democratica consentendo lo svolgersi della consultazione popolare in conformità al dato costituzionale, nonché alla legge statale e regionale che ravvisa nell’istituto referendario un primario strumento di partecipazione democratica dei cittadini al processo di formazione delle leggi (Sentenza della Corte d’Appello di Torino del 29/1/2010).

Un eventuale accorpamento del referendum sulla caccia con le amministrative piemontesi avrebbe poi un duplice effetto: aumentare sensibilmente le possibilità di successo del quesito e consentire un notevole risparmio per le casse pubbliche. Aspetto quest’ultimo condiviso anche dalle associazioni dei cacciatori:

Dopo che anche i cacciatori e gli armieri hanno formalmente chiesto al presidente Cota e a tutti i partiti presenti in Consiglio regionale, a partire dalla maggioranza, un sussulto di responsabilità nel trovare velocemente una soluzione legislativa anziché spendere oltre 20 milioni di euro per il referendum, non c’è più giustificazione per affrontare questa ingente spesa che altrimenti sarebbe attribuita al Presidente Cota e alla sua Giunta, incapaci di scrivere poche righe di legge.


Italia Nostra, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, ProNatura e WWF sottolineano infine la necessità di intervenire in maniera diversa in un settore sempre più in mano a deregolamentazione e ampliamento delle specie cacciabili, chiedendo alle istituzioni regionali:

Un tangibile e improcrastinabile impegno affinché sia garantita pienamente l’informazione e facilitata la partecipazione dei cittadini alla prima consultazione popolare della storia della regione Piemonte.

14 marzo 2012
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