Gian Luca Galletti si è dichiarato a favore del No in caso di voto al referendum anti-trivelle. Il ministro dell’Ambiente non soltanto si è dichiarato contrario al quesito referendario, ma ha aperto anche alla possibilità di non recarsi al voto, scatenando le accese critiche del WWF.

Il ministro dell’Ambiente Galletti ha sostenuto come secondo lui vi sia un problema di fondo nella questione referendaria, oltre alla possibilità di mettere a rischio migliaia di posti di lavoro:

Io non ho deciso se andrò a votare. Sicuramente se andrò a votare voterò No. Col referendum si affronta il problema delle trivelle con l’ideologia, invece io dico di affrontarlo dal punto di vista scientifico.

Inaccettabile secondo il WWF che il ministro dell’Ambiente apra alla possibilità di non recarsi al voto, ancor più se al contempo manifesta la propria volontà a sostegno del No al referendum anti-trivelle del 17 aprile 2016. Come ha riferito l’associazione in un comunicato, criticando inoltre la scelta da parte di Galletti di fare leva sul tema occupazionale:

È davvero grave che un ministro strizzi l’occhio all’astensione a un referendum popolare; lo è ancora di più il fatto che il ministro dell’Ambiente strizzi l’occhio all’astensione ad un referendum popolare a difesa dei mari italiani.

Il richiamo ai posti di lavoro è contestabile perché punta a fare presa sulla vita di chi vive momenti di grande difficoltà perché opera nel settore degli idrocarburi che è già in crisi da tempo: se il ministro ha veramente a cuore le sorti di queste persone pensi ad avviare processi di riconversione di certi settori produttivi.

Nessun posto di lavoro verrebbe in realtà messo a rischio, prosegue il WWF, ma si riporterebbe semplicemente lo stato della normativa a com’era pochi mesi fa:

Del resto nessun posto di lavoro viene messo in crisi dal referendum, perché la vittoria del sì farà semplicemente rivivere una norma che era vigente fino a pochi mesi fa e sulla quale le compagnie petrolifere avrebbero già dovuto fare i propri conti nel momento in cui hanno chiesto ed ottenuto la concessione estrattiva.

Inoltre non sarebbe male se il ministro dell’Ambiente Galletti, quando parla di posti di lavoro a rischio, facesse un pensierino anche ai 60mila italiani che lavorano nel settore della pesca o ai 47mila esercizi commerciali costieri che sono messi in pericolo dal rischio dalle piattaforme che si vogliono disseminare nei mari italiani.

La continuazione delle attività petrolifere, giustificata da Galletti con la necessità di soddisfare il fabbisogno energetico italiano, continua a non convincere il WWF. L’associazione ricorda infine non soltanto l’esiguo quantitativo di idrocarburi presente in Italia, ma anche il già concreto contributo fornito dalle fonti rinnovabili:

Il petrolio nei mari italiani è presente in quantità talmente ridotte che, anche se si riuscisse a estrarlo tutto, coprirebbe il fabbisogno energetico nazionale solo per 7 settimane. Le piattaforme a mare che sono nella fascia di interdizione delle 12 miglia dalla costa, che sarebbero interessate dal referendum, producono solo l’1,9% del fabbisogno nazionale di gas.

Le aziende che hanno le concessioni per le estrazione, inoltre, sono in larga parte multinazionali con sedi all’estero che impiegano pochissimo personale in un settore che da anni attraversa una profonda crisi occupazionale. A queste multinazionali interessano solo i profitti e non di certo l’Italia e il suo mare. Già oggi il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese vengono dalle rinnovabili.

23 marzo 2016
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I vostri commenti
silva, venerdì 25 marzo 2016 alle23:50 ha scritto: rispondi »

Brava perché non ci mettiamo d accordo e smettiamo di pagare le tasse?

Silvano Ghezzo, venerdì 25 marzo 2016 alle23:01 ha scritto: rispondi »

Ennesima conferma che codesto governo parteggia per le multinazionali e non per i cittadini italiani.

mexsilvio, mercoledì 23 marzo 2016 alle19:40 ha scritto: rispondi »

Quelli del no a trivelle , PER ESSERE COERENTI , dovrebbero portarsi una o due famiglie di extracomunitari a casa , ??? Ho l'estrazione va bene solo a casa degli altri , e da noi va bene il consumo , con il petrolio e gas degli altri ..????

Angela, mercoledì 23 marzo 2016 alle19:30 ha scritto: rispondi »

Facciamo un referendum e mandiamo a casa questi incompetenti e distruttori della natura!

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