Stop con la diseducazione civica a danno del referendum sulle trivelle del 17 aprile 2016. L’appello affinché si ritrovino i perduti equilibri politici e istituzionali arriva dal WWF, che vede nelle recenti dichiarazioni del ministro dell’Ambiente e dei vertici Pd un invito all’astensione inconciliabile con i ruoli istituzionali ricoperti da Galletti e da Matteo Renzi.

L’invito è rivolto soprattutto al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, reo secondo il WWF di aver taciuto anche nel momento in cui il Governo ha “scippato gli italiani del Piano delle Aree”. Come ha dichiarato l’associazione in una nota:

In un’alternanza di silenzi e proclami ora il ministro tira in ballo l’argomento della tecnicità del quesito, come se gli italiani fossero ignoranti e incapaci di comprendere quale sia la vera posta del voto referendario valutato e ritenuto valido dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale, ovvero, la proroga artificiosa della vita di quelle piattaforme che insistono nell’area offlimits delle 12 miglia.

Purtroppo il ministro sembra essersi accodato a quanti, ben sapendo che la stragrande maggioranza degli italiani è per il sì, punta all’astensionismo per scoraggiare ogni confronto e l’esercizio democratico del voto. Chi invita all’astensionismo sa di perdere nel confronto democratico e si rifugia nell’unica arma a disposizione, quella della delegittimazione della scadenza referendaria.

Nulla di nuovo, è già successo quattro anni fa con i referendum contro l’energia nucleare e la privatizzazione dell’acqua. Meraviglia che a farlo sia un ministro di un Governo in carica che dovrebbe avere interesse alla tutela ambientale dei nostri mari, delle nostre coste.

Astensionismo che diventa ora il vero nemico da battere in vista del referendum anti-trivelle del 17 aprile 2016, conclude il WWF, innanzitutto attraverso la lotta alla disinformazione:

Su una cosa sola ha ragione il ministro Galletti, la disinformazione sul referendum. Peccato che da uomo di Governo dovrebbe ricordarsi che è stato il Consiglio dei Ministri a scegliere di fissare il voto nella prima domenica ‘utile’ il 17 aprile. Invece che lamentarsene, dovrebbe fare qualcosa per aumentare la conoscenza. Invece, con l’invito più o meno velato all’astensione dimostra di non voler affrontare il confronto nel merito di temi importanti come le politiche energetiche e la tutela dell’ambiente.

31 marzo 2016
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
mexsilvio, giovedì 31 marzo 2016 alle20:10 ha scritto: rispondi »

Se fosse vera solo una parola allora un referendum si dovrebbe fare per le trivelle nei mari del nord. dove ci sono stati gravi incidenti e stravolgimenti del sistema ecologico ..!!! gia' ma li ci sono gli inglesi , e con quelli non si scherza ..!!?? da noi pur di fare danni tutto e' possibile ..!! tanto a pagare i trecento milioni rimangono gli Italiani che pagano le tasse ...????

Lascia un commento