Legambiente lancia la sua campagna a favore del Sì al Referendum anti-trivelle. L’associazione ambientalista ha scelto per questo avvio Marina di Carrara, dove si conclude oggi “Balnearia”, la fiera che coinvolge ogni anno le principali categorie del settore della balneazione e diversi operatori turistici per parlare di mare, turismo di qualità e benessere.

L’obiettivo di Legambiente è convincere gli italiani a votare sì, ad un mese e mezzo dalla data del 17 aprile, giorno in cui saremo chiamati a votare in merito all’abrogazione delle scadenze illimitate per le concessioni di estrazione e ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa. Precisamente tutto è iniziato con un flash mob per puntare l’attenzione su un problema che rischia di minare le vere risorse del nostro Paese: turismo e pesca.

Se negli ultimi anni molte categorie del settore della balneazione e del turismo hanno cercato di puntare a nuovi standard di sostenibilità e di qualità, il nostro Governo non sembra capire, secondo l’associazione del cigno verde, quali siano i veri punti di forza sui quali incentrare una ripresa economica nel rispetto dell’ambiente. Come spiega Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente:

Il petrolio è una vecchia energia fossile che causa inquinamento, dipendenza economica e conflitti a discapito dei territori e delle risorse preziose come il turismo e la pesca. Per questo è indispensabile che il Governo rimetta in discussione la propria strategia energetica nazionale, abbandonando le fonti fossili, puntando su fonti rinnovabili, efficienza energetica, innovazione e investendo sui quei settori preziosi per l’economia nazionale come il turismo di qualità e la pesca sostenibile, espressione di ricchezza e forza dei territori italiani.

Legambiente ricorda che gli idrocarburi che stiamo inseguendo, per le quantità presenti nei nostri mari, basterebbero per un’autonomia energetica del Paese di soli due mesi. Tutto questo a fronte di un 40% di energia prodotta nell’ultimo anno da fonti rinnovabili. L’Italia ha preso degli impegni durante la COP21 di Parigi, che difficilmente rispetterà continuando a puntare sulle fonti fossili.

Il nostro splendido mare è una delle risorse da valorizzare, con esso la pesca sostenibile e un turismo sempre più green, che riescano a convivere con la preziosa biodiversità di questi luoghi. Il turismo ecologico nel nostro Paese è in continua crescita, basti pensare che il patrimonio naturalistico delle nostre destinazioni balneari è la prima motivazione che spinge il 30% dei turisti stranieri a visitare il Belpaese, mentre per il 24,9% degli italiani è la seconda motivazione.

Sono i cittadini che devono far capire quanto la bellezza dei nostri territori sia una preziosa risorsa, sottolinea Legambiente, loro che dovranno esprimere il loro dissenso a una politica ancora incentrata su un modello energetico e di sviluppo di scarse vedute che non può anacronisticamente rimanere attaccato a standard inquinanti, pericolosi e sempre meno remunerativi. Ciafani ribadisce questo concetto con la speranza che il referendum porti ad una svolta:

Nella battaglia contro la deriva petrolifera, è fondamentale il contributo dei cittadini che sono chiamati a votare al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni. Per questo Legambiente in questi 47 giorni di campagna referendaria, insieme a tante altre associazioni, si impegnerà e sarà in prima linea per informare i cittadini sul quesito, per portare al voto 25 milioni di persone e vincere anche questa volta.

2 marzo 2016
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