Flash mob di Greenpeace a sostegno del referendum anti-trivelle. L’iniziativa è stata realizzata dall’associazione questo sabato in 22 città italiane, con gli “oil men” entrati in azione vestiti di nero e con mani e volti coperti da sostanze oleose simili al petrolio.

Gli attivisti di Greenpeace sono intervenuti ancora una volta per invitare gli italiani a esprimersi tramite il voto del 17 aprile 2016 sul tema delle trivellazioni offshore in Italia. I messaggi esposti nelle 22 città interessate sono stati inoltre “tradotti” nei vari dialetti locali.

L’associazione è tornata così a ribadire l’importanza che il referendum anti-trivelle assume, secondo quanto sostenuto da enti locali, associazioni e comitati, dal punto di vista politico.

Il voto del referendum anti-trivelle del 17 aprile 2016 fornirà un’indicazione, sostiene Greenpeace, su quello che è il giudizio degli italiani in materia di strategia energetica nazionale e di orientamento energetico del Governo Renzi. Come ha spiegato Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima dell’associazione:

Il 17 aprile gli italiani hanno la possibilità di fermare le piattaforme più vicine alle nostre coste. Producono solo il 3 per cento del gas di cui l’Italia ha bisogno, e lo 0,8 per cento del nostro consumo annuo di petrolio, ma lo fanno inquinando, e molto.

Come dimostra il rapporto “Trivelle Fuorilegge” di Greenpeace, che evidenzia concentrazioni preoccupanti di sostanze tossiche e cancerogene nei fondali vicini alle piattaforme e nelle cozze che ci crescono sopra.

21 marzo 2016
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 22 marzo 2016 alle1:42 ha scritto: rispondi »

Ironia della sorte, nel referendum , per dire no alle trivelle bisogna votare "si" .

sivi, lunedì 21 marzo 2016 alle21:59 ha scritto: rispondi »

vorrei capire meglio valutare i pro ed i contro delluno e dell'altro caso con le conseguenze mi spaventano anche le ripercussioni sui lavoratori del settore

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