Il contributo ambientale necessario a coprire i costi di gestione e recupero degli pneumatici usati diventa da oggi più trasparente e sarà indicato con chiarezza sulla fattura o sullo scontrino fiscale. A stabilirlo è un Decreto Ministeriale entrato in vigore lo scorso 8 giugno, che oltre all’obbligo di riportare con chiarezza i costi comporta anche il dovere, per i produttori e gli importatori, di organizzare il la raccolta e il contestuale recupero delle gomme usate su tutto il territorio nazionale.

A beneficiarne saranno ovviamente i consumatori, i quali pagavano già nel prezzo di acquisto degli pneumatici questi costi, pur senza essere adeguatamente informati a tal proposito. La novità riguarda in particolare i clienti dei sei produttori che fanno parte di Ecopneus, la società senza scopo di lucro che si occupa della gestione degli pneumatici fuori uso e di cui fanno parte Continental, Goodyear-Dunlop, Bridgestone, Michelin, Pirelli e Marangoni.

Grazie anche alla definizione dei contributi, che comportano una spesa di 3 euro per gomma per quanto riguarda le auto e di 1,50 euro per quanto riguarda i ciclomotori, una catena di oltre 30.000 punti autorizzati suddivisa tra gommisti, officine e altri operatori del settore sarà delegata al recupero di questi rifiuti altamente inquinanti, assicurandone un corretto smaltimento in modo da limitare al massimo l’impatto ambientale.

Gli obiettivi di recupero che la legge impone ai produttori per il 2011 è pari al 25% del totale degli pneumatici immessi sul mercato nel 2010, con l’ambizione di recuperare il 100% dei prodotti dal 2013 in poi, azzerando così il business legato allo smaltimento illegale che causa danni e pericoli per l’ambiente e per l’uomo.

8 settembre 2011
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