Dallo scorrere di un fluido è possibile recuperare energia cinetica. È il principio sul quale si basa il funzionamento di un nuovo tipo di valvola appena brevettata dal Politecnico di Milano (Polimi). Si tratta di valvole di regolazione di flusso per fluidi, particolarmente adatte per acquedotti, impianti industriali e di teleriscaldamento.

Negli impianti di distribuzione degli acquedotti possono essere usate per la regolazione della pressione di consegna alle utenze e in quelli di teleriscaldamento possono gestire la pressione del fluido che veicola la trasmissione di energia. Mentre svolgono la propria funzione queste valvole sono in grado di recuperare parte dell’energia che verrebbe altrimenti dissipata.

E non si parla di quantità irrisorie: per ciascuna valvola all’interno di un impianto di distribuzione di un acquedotto la quantità di energia sprecata è di solito di 60-100 MWh/anno, pari al consumo annuale medio di 17-28 famiglie europee. Tutta l’energia che viene recuperata dalle innovative valvole “green”, viene poi immessa in rete o reimpiegata direttamente, come avviene per quelle di tipo “stand-alone” che si alimentano con l’energia recuperata e ne avanzano per far funzionare i sistemi di monitoraggio.

Queste innovative valvole sono state create per adattarsi agli impianti già esistenti, in modo da poter sostituire direttamente e senza difficoltà le valvole tradizionali. Sono di due tipi: a globo e a fuso, costituite da un corpo valvola, un deviatore di flusso, un otturatore, un sistema di attenuazione, un rotore di una turbina e un albero di trasmissione, sostenuto da dei cuscinetti, che permettono la sua rotazione.

Il rotore, formato da un certo numero di pale, è collegato all’albero di trasmissione, in modo tale che in conseguenza dell’azione del fluido, può continuare a ruotare in maniera continua. Ne risulta anche una più accurata e più efficace regolazione della portata del fluido, senza brusche variazioni di velocità o pressione, evitando il manifestarsi di fenomeni di cavitazione. L’albero è poi collegato ad un generatore elettrico ed è così che avviene la trasformazione da energia cinetica ad energia elettrica.

Per l’innovazione e la loro flessibilità, per il futuro queste valvole promettono un ampliamento della loro applicazione anche ad altri ambiti.

30 luglio 2015
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AGI
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I vostri commenti
Pasquale Coccato, sabato 1 agosto 2015 alle18:19 ha scritto: rispondi »

Stupenda scoperta! Desidereremmo sapere la possibilità di investire con distribuzione e applicazione di valvole brevettate. Chi le produce o produrrà. Altro. Cordialmente.

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