Una tendenza positiva quella segnata dal Veneto, in particolare quello orientale, dove il numero dei cani riconsegnati ai proprietari è in aumento costante. Ma anche la presenza dei quadrupedi in canile segna un trend positivo, con cifre sempre più basse. Un 22% in meno rispetto agli anni precedenti, ciò equivale a un risparmio economico molto interessante per i comuni di competenza. Le informazioni definitive sono il risultato di un’indagine portata avanti per tutto il 2015 dai servizi veterinari di zona, che hanno tracciato il percorso positivo legato al recupero dei cani su strada. Dei 387 cani segnalati e salvati, circa 208 hanno fatto ritorno alle loro case, 143 sono in canile in attesa di adozione e 36 sono stati riconsegnati dal personale del canile sanitario.

La necessità di effettuare controlli legati alla prevenzione della rabbia ha spinto ad ampliare il raggio d’azione, fino al recupero e alla riconsegna dei cani smarriti e persi. La collaborazione tra Comuni-Associazioni e Asl10 ha garantito un netto miglioramento dei risultati, come ha confermato anche il responsabile del Servizio di Sanità Animale e Igiene degli Allevamenti dell’Asl10, Rodolfo Viola. Una valutazione generale degli ultimi anni ha sottolineato un piccolo aumento dei cani segnalati come randagi, ma al contempo una diminuzione degli ingressi in canile. L’Asl10 si è occupata personalmente di gestire le sterilizzazioni degli esemplari in entrata nella struttura, favorendo così una migliore convivenza tra simili e anche le adozioni.

Fondamentale quindi la presenza delle associazioni animaliste che, in collaborazione con i canili e l’Asl10, hanno incentivato un aumento delle adozioni proprio grazie a una sensibilizzazione costante. Aiutando a pubblicizzare le storie degli ospiti delle strutture i volontari hanno permesso innumerevoli adozioni, mettendo in diretto contatto gli animali con le future famiglie. Il controllo da parte dei servizi veterinari è stato esteso anche alle persone che hanno ricevuto morsicature, con relative profilassi contro la rabbia. Risultati positivi anche in questo settore con solo 24 cani su 100 inseriti nella categoria uno di pericolosità, due nella seconda categoria e solo tre nella categoria tre definita come la più problematica.

6 maggio 2016
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