Recharge.green, il software per mappare e sviluppare energie rinnovabili

Capire in un territorio quali possono essere le risorse naturali da sfruttare ai fini della produzione di energia elettrica pulita, ma soprattutto capire come farlo senza pesare eccessivamente sull’ambiente e inserendosi in quella che è la situazione economica, legislativa e sociale di un territorio.

È questo che permette di fare recharge.green, il software open-source realizzato da EURAC, istituto di ricerca di Bolzano e dall’Università di Trento, in parternariato con 16 realtà che si sono unite per il suo sviluppo all’interno del programma “Spazio Alpino”.

Con recharge.green è possibile mappare il territorio, visualizzando la disponibilità di energie rinnovabili e quindi individuare le varie fonti. Grazie a questo software si può supportare e indirizzare scientificamente il processo decisionale sulle politiche energetiche locali.

Fonti come l’acqua, la biomassa, il vento e il sole possono così essere utilizzate senza andare ad impoverire l’ambiente, ma allo stesso tempo incontrando le esigenze e le potenzialità in termini economici del territorio preso in esame, valutando i vari scenari di domanda di energia e non trascurando neanche gli aspetti sociali (e quindi le possibili proteste) che un certo tipo di impianto potrebbe comportare.

Un caso studio è stato effettuato a Cuneo, dove è stata calcolata la disponibilità di biomassa forestale (scarti di lavorazione) per piccoli impianti di teleriscaldamento e la fattibilità di piccoli impianti idroelettrici. La metodologia messa a punto viene presentata in questi giorni allo “Smart and Sustainable Planning for Cities and Regions 2015″ in corso in questi giorni (19 e 20 novembre) presso la sede dell’EURAC di Bolzano.

20 novembre 2015
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I vostri commenti
Alberto, mercoledì 30 dicembre 2015 alle12:06 ha scritto: rispondi »

In Italia, nelle rinnovabili facciamo tanti studi meravigliosi e di un futuro tecnologico, che risolverebbe tanti problemi, ma purtroppo chi ha le leve del comando non sa decidere : è la cultura che manca.

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