Com’era facile da prevedere, la proposta del ministro Zanonato ha creato un vortice di reazioni. Tra le associazioni di categoria, abbiamo potuto apprezzare la netta critica espressa da Anie/Gifi. Altre realtà si sono però rivelate più possibiliste.

A partire da Assoelettrica, che dalla voce del suo presidente, Chicco Testa, fa sapere di essere totalmente d’accordo:

In questo modo, si potrà alleggerire il peso che grava nelle bollette dei cittadini e delle imprese senza per questo tagliare gli incentivi concessi a operatori che hanno investito nelle rinnovabili sulla base di prospettive di redditività certe.

Se la posizione di Testa era prevedibile, qualche sorpresa desta però il sostanziale assenso dimostrato anche da assoRinnovabili. Nel comunicato stampa di ieri leggiamo:

Siamo sempre stati a favore di soluzioni intelligenti che riescano a contemperare il legittimo affidamento di chi ha investito in impianti rinnovabili con la competitività delle piccole e medie imprese italiane, peraltro già tartassate dalla burocrazia e da una tassazione senza eguali in Europa. Ci auguriamo che questo progetto, condiviso dal Ministro, trovi concreta realizzazione nel prossimo “DL Fare 2” annunciato per il mese di settembre e che rappresenti il momento di svolta per tornare a parlare di sviluppo e nuovi investimenti nelle rinnovabili, unica garanzia per una autonoma (dai produttori di petrolio e gas) e sostenibile (senza emissioni nocive e distruzione di risorse) politica energetica del nostro Paese.

Argomenti che, come si noterà, si differenziano al quanto da quelle dei colleghi di Gifi, anche se dalle parti di assoRinnovabili arriva comunque l’auspicio che il provvedimento immaginato da Zanonato non contenga “sorprese last minute”. Il dibattito sul tema è aperto e, c’è da scommetterci, non mancheranno gli interventi in merito anche nei prossimi giorni.

3 settembre 2013
Fonte:
AGI
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