Le vacanze in compagnia di cani e gatti sono sempre più frequenti e gettonate: sono molte, infatti, le strutture ricettive sul territorio italiano che offrono, oltre alla possibilità di godersi spiaggia e montagna, anche servizi ad hoc per gli amici a quattro zampe. Ma non è solo per questo che vale la pena di partire in compagnia dei propri amici animali, ma anche perché lasciare l’amico domestico a casa può configurarsi come reato. È quando spiega un caso reso noto da Studio Cataldi, e riportato dall’agenzia AdnKronos, in base a una sentenza del tribunale di Arezzo.

Il tutto è successo qualche tempo fa, quando il tribunale di Arezzo ha condannato la proprietaria di un cane al pagamento di 3.000 euro d’ammenda e alle altre spese di giudizio, per aver lasciato l’animale dei giorni completamente da solo. L’abbandono di un animale, infatti, non si caratterizza solo dalla volontà di sbarazzarsi di un cane o di un gatto, ma anche nel costringerlo a vivere in condizioni in cui non può essere autosufficiente.

Udendo i lamenti del cane, i vicini avevano richiesto aiuto ai carabinieri: l’animale si trovava senza cibo né acqua, mentre sul pavimento dell’abitazione pare vi fossero molti escrementi. La condanna della responsabile, allontanatasi da casa per qualche giorno, è derivata quindi dall’articolo 727 del Codice Penale, quello relativo all’abbandono. Oltre al tribunale di Arezzo, anche la Corte di Cassazione si è più volte espressa sul significato di abbandono, qualificandolo non solo nel termine fisico, ma anche come trascuratezza, disinteresse e mancanza di attenzione.

25 luglio 2016
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