Approvare in tempi rapidi i nuovi reati ambientali. A chiederlo 25 associazioni ambientalista attraverso una petizione, promossa da Legambiente e Libera, e un appello rivolto direttamente al presidente del Senato Pietro Grasso e ai presidenti delle Commissioni Giustizia e Ambiente Nitto Palma e Marinello.

La definitiva approvazione dei nuovi reati ambientali rappresenta, spiegano Legambiente e le altre associazioni, un doveroso atto di civiltà che colmerebbe un ingiustificato squilibrio normativo:

L’Italia ha bisogno di una vera e propria riforma di civiltà, che sanerebbe una gravissima anomalia: oggi chi ruba una mela al supermercato può essere arrestato in flagranza perché commette un delitto, quello di furto, mentre chi inquina l’ambiente no, visto che nella peggiore delle ipotesi si rende responsabile di reati di natura contravvenzionale, risolvibili pagando un’ammenda quando non vanno, come capita molto spesso, in prescrizione.

Una soluzione quella della prescrizione che è costata ad esempio nelle scorse settimane l’annullamento della sentenza di condanna a carico dei vertici Eternit. I quattro nuovi eco-reati approvati dalla Camera dei Deputati sono: “Disastro ambientale“, “Inquinamento Ambientale“, “Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività” e “Impedimento del controllo“.

Un iter che si è tuttavia interrotto dopo la prima approvazione in quanto, spiegano le associazioni:

Il testo, però, è inspiegabilmente fermo da mesi al Senato, per alcuni limiti tecnici che sarebbero facilmente superabili con poche modifiche. Approvarlo prima possibile rappresenterebbe, invece, una pietra miliare nella lotta alla criminalità ambientale, garantendo una tutela penale dell’ambiente degna di questo nome e, soprattutto, assicurando strumenti investigativi fondamentali per le forze dell’ordine e la magistratura.

Firmare la petizione è possibile attraverso il portale Change.org.

15 dicembre 2014
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento