Il ravanello è un ortaggio comune nella cucina italiana: dal colore rosso e dalla consistenza croccante, il suo sapore particolare lo rende un perfetto abbinato dei piatti primaverili ed estivi. Fresco e a fette, infatti, si accompagna perfettamente a insalate o come guarnizione delle più svariate ricette. Come coltivarlo in orto oppure in balcone?

Del ravanello esistono molteplici varietà, da quello comune fino ad arrivare a quello giapponese, da sempre utilizzato nel wasabi. Le pratiche di coltivazioni sono simili, per comprendere quale meglio si addica alle proprie zone e ai propri desideri, si consiglia di chiedere un parere al proprio fornitore di fiducia per le semenze.

Cosa sapere prima di coltivare i ravanelli

Ravanelli

Il Raphanus sativus è una pianta appartenente alla famiglia delle brassicaceae. Disponibile in moltissime varietà e sottospecie, per questa trattazione si farà riferimento alla tipologia comune. La pianta raggiunge di media i 30 o i 40 centimetri, sebbene in alcuni casi raggiunga anche il metro, e si caratterizza per foglie di media dimensione, dal verde intenso e dal profilo spesso frastagliato. Il ciclo è solitamente biennale, con una fioritura nel secondo anno, mentre il frutto è normalmente annuale. A scopo alimentare, si fa ricorso alla caratteristica radice, dalle forme tonde e ingrossate, nonché dalle tipiche colorazioni dal rosso intenso al viola.

Il clima ideale è quello temperato, non eccessivamente freddo ma nemmeno torrido. Per questo motivo, le stagioni più indicate per la coltivazione sono la primavera e l’autunno, con una pausa invece in corrispondenza dell’estate e dell’inverno. Dalle medie richieste d’acqua, la pianta soffre la siccità e, per questo motivo, non sempre è consigliata l’esposizione diretta alla luce del sole. Molto varia dalla propria zona di residenza, nonché dalla frequenza dei fenomeni piovosi o temporaleschi.

Il terreno preferito è di media consistenza, arricchito con compost, sabbia, torba, ma anche con presenza di ghiaia o altri residui minerali per favorire il deflusso dell’acqua. I ristagni, infatti, potrebbero rapidamente portare al decadimento della pianta. Può essere utile anche pensare a una concimazione con zappatura prima della semina, per approfittare di un terriccio arieggiato, con sostanza nutritive ben distribuite e ancora più drenante. Le operazioni di annaffiatura dipendono dall’umidità del terreno: non vi sono cadenze temporali precise, ma si annaffia quando al tatto il terriccio risulterà troppo secco.

La fase di raccolto avviene con tempistiche variabili a seconda della varietà scelta: alcune sono già pronte dopo 30 giorni, altre ne richiedono anche il doppio. Normalmente, si fa riferimento alla grandezza raggiunta dalla radice, poiché sbuca lievemente dal suolo: un diametro di 2,5 centimetri può essere considerato un buon riferimento. Si tenga presente come molte varietà induriscano se lasciate troppo nel terreno: di norma, tuttavia, tutti i riferimenti temporali sono riportati sulla busta dei semi, da conservare fino a termine del raccolto.

Coltivazione in orto o in balcone

I ravanelli possono essere coltivati efficacemente in orto e in balcone. La seconda modalità è abbastanza diffusa nei centri urbani, perché permette di spostare agilmente le piantine dai balconi quando le temperature sono troppo elevate o l’esposizione solare diretta.

Qualora si scegliesse il vaso, di medie dimensioni, si predispone un letto di ghiaia o cocci per favorire il deflusso dell’acqua, quindi si riempie con del terriccio di media consistenza, arricchito con compost o torba, nonché ben arieggiato. In giardino, invece, si seguano le indicazioni di concimazione e zappatura già elencate. Normalmente la semina può avvenire a spaglio, quindi ricoprendo i semi con uno velo di terriccio, oppure praticando piccole buche nel terreno, di pochi centimetri di profondità. Dopo poco tempo spunteranno i primi germogli: quelli più deboli andranno eliminati, così anche da distanziare gli esemplari più rigogliosi dai 10 ai 20 centimetri ciascuno. La distanza, come facile intuire, si modifica anche in base alla varietà scelta.

Tra le opere di mantenimento, la necessità di eliminare ciclicamente erbacce e altri infestanti. Fra questi anche parassiti, insetti e piccoli animali, come il grillo e il grillotalpa, ma anche afidi e piccoli roditori.

12 aprile 2015
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