Periodo di scoperte e avvistamenti quello che caratterizza l’autunno del 2013: dopo le nuove specie scoperte in Australia e nel Suriname, a cui si aggiunge l’olinguito colombiano, nel Borneo è stato finalmente rinvenuto un gatto marmorizzato rarissimo. Sebbene la sua esistenza sia da tempo nota, le chance di avvistare un esemplare in natura sono molto ridotte. Eppure, uno di questi felini si è mostrato senza troppo imbarazzo agli onori delle telecamere.

Il raro felino, della famiglia del Pardofelis badia e dalle fattezze lontanamente simili al leopardo, è stato fotografato solamente una volta nel 2003, a cui si aggiungono delle sparutissime apparizioni in video. Un animale talmente inconsueto da essere stato decretato estinto a metà degli anni 2.000, salvo poi una successiva riapparizione in Malesia tra il 2009 e il 2010. La ripresa odierna, di conseguenza, è un grande successo perché ne testimonia la sopravvivenza.

Non è però tutto: il felino, catturato in video grazie al lavoro congiunto della Zoological Society of London e dell’Imperial College London, non vaga da solo in quel di Sabah, nella foresta della riserva naturale del Kalabakan. I ricercatori hanno infatti rinvenuto altri esemplari, come il Neofelis diardi, il Prionailurus bengalensis, il Prionailurus planiceps e il gatto marmorizzato generico, detto anche Pardofelis marmorata. Tre su quattro di questi animali sono considerati specie vulnerabili al rischio d’estinzione dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN), tanto che il loro avvistamento aumenta le speranze per un progetto di futura tutela. Così spiega Robert Ewers, ricercatore dell’Imperial College London:

Siamo rimasti completamente sorpresi nel vedere così tanti felini in questi siti del Borneo, dove le foreste naturali sono state così pensantemente intaccate dal commercio di legname.

Si stima che nel Borneo vivano all’incirca 2.500 felini rari, diminuiti del 20% negli ultimi 12 anni a causa della deforestazione. Timidi e poco abituati al contatto umano, per i ricercatori è molto difficile tracciarne gli spostamenti e i luoghi di vita. Per questo motivo si è deciso di ricorrere alle telecamere sparse per la foresta, per poter aumentare le chance di rinvenimento laddove l’osservazione diretta non è possibile.

6 novembre 2013
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