È stato presentato a Roma, durante il convegno “Meno rifiuti, più idee”, l’Annual report Was-waste strategy 2015 dal titolo “Trasformazione dell’industria italiana del waste management”, realizzato da Althesys, società indipendente specializzata nella consulenza strategica e nella ricerca nei settori ambiente, energia, utilities e infrastrutture.

Quello che salta all’occhio è un consistente aumento della raccolta dell’organico: si è arrivati al 55%, percentuale che ha superato anche la media nazionale della raccolta differenziata in generale (45,2%). Si è stimato che se si riuscisse ad arrivare ad un 72,5% di raccolta dell’organico, al 2020 si potrebbe dar vita ad una filiera di produzione di biometano che porterebbe a 1,3 miliardi di euro di benefici. Attualmente il 50% dell’intero settore è gestito dalle 20 più grandi aziende del Paese.

Il recupero dei materiali aumenta, mentre il conferimento in discarica diminuisce e arriva a interessare un rifiuto su tre di quelli prodotti. Le aziende sono in linea con questo trend in termini di energia e alimentazione: su un campione delle prime 10 aziende di entrambi i settori si sono osservate percentuali di recupero dei rifiuti tra il 75% e il 91%.

Anche i rifiuti speciali negli ultimi anni hanno segnato un balzo in avanti: dal 2008 al 2013 si è passati da un 61,3% di recupero della materia, ad un 71,9%, dando un carattere sempre più circolare al tipo di economia aziendale. E la conversione da economia lineare a economia circolare è quella che tutte le città e tutte le aziende dovrebbero essere proiettate a fare, ma come spiega Alessandro Marangoni, ad di Althesys, la normativa sia a livello nazionale che europeo al momento non aiuta:

Su questo si registra un ritardo di norme e politiche: l’Unione europea ripresenterà la direttiva sull’economia circolare solo alla fine del 2015, dopo un ripensamento durato un anno. Mentre a livello italiano, il quadro normativo rimane troppo complesso e frammentato. È arrivato il momento di istituire un’Autorità indipendente anche per i rifiuti. Esattamente come avvenuto in altri comparti dei servizi pubblici locali l’istituzione di un regolatore indipendente può fornire stabilità e certezza.

26 novembre 2015
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