È stato presentato ieri l’XI Rapporto sulla “Qualità dell’ambiente urbano” realizzato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA/ARPA/APPA), al quale quest’anno si sono aggiunti anche il dossier “Linee guida di forestazione urbana sostenibile” che ISPRA ha realizzato insieme a Roma Capitale e il “Focus sull’inquinamento elettromagnetico in ambiente urbano”.

Un’analisi accurata di 85 aree urbane che ha valutato 9 macro tematiche: “Popolazione e demografia di impresa”, “Suolo e territorio”, “Natura”, “Rifiuti“, “Acque”, “Qualità dell’aria“, “Trasporti e mobilità”, “Inquinamento acustico“, “Azioni e strumenti per la sostenibilità locale e per il clima“.

Uno dei primi aspetti che viene rilevato è la leggera diminuzione dell’inquinamento atmosferico nelle nostre città: soprattutto i livelli di PM10 e NO2 (biossido di azoto) nel 2014 hanno segnato un calo, anche se il valore di PM10 è stato ancora soggetto a superamento dei valori limite in 30 aree urbane e 18 hanno raggiunto il massimo dei superamenti consentiti solo nei primi 6 mesi del 2015. Anche il biossido di azoto subisce lo stesso destino in 20 città.

Stabili entro i limiti invece i livelli di PM2,5, tranne che nella città di Milano, mentre l’ozono varia al variare delle condizioni climatiche e in particolare oscilla in base all’andamento della stagione estiva. Sia nell’estate 2014 che in quella 2015 è rimasto abbondantemente al di sopra degli standard normativi nella maggior parte delle città. Le concentrazioni stabilite sicure per la salute vengono superate per il benzo(a)pirene oltre che a Milano, anche a Torino, Bolzano e Terni. Bene per le concentrazioni di benzene, arsenico, cadmio e nichel, che da alcuni anni non destano preoccupazione.

Ad aiutare nel miglioramento della qualità dell’aria interviene in alcune città un miglioramento dei servizi del Trasporto Pubblico Locale: a Napoli, Torino, Venezia, Bologna e Palermo subisce un incremento dal 2013 al 2014 pur rimanendo al di sotto del livello garantito tra il 2008 e il 2011. Davvero rilevante nel settore della mobilità si è rivelato il car sharing, attivo nel 2013 in 19 città, con un aumento dei veicoli del 37% e degli utenti abbonati del 36% dal 2011 al 2013.

Ulteriore elemento di rinforzo si rivela il bike sharing: il numero delle biciclette messe a disposizione aumenta del 67% tra il 2011 e il 2013, con un raddoppiamento dei prelievi e un aumento del numero di abbonati superiore al 30%.

Male il consumo di suolo con Roma (con oltre 33.000 ettari), Milano (con oltre 11.000 ettari), Ravenna e Torino al top di questa classifica negativa. Savona e Aosta invece si trovano nel fondo e con gli 800 ettari di suolo consumato si rivelano le più virtuose. A livello nazionale vengono praticamente riconfermati gli stessi dati usciti nel X Rapporto.

A ridurre il suolo naturale e agricolo tra il 2009 e il 2013 sono stati anche i moltissimi incendi: 1.658, per un totale di oltre 18.000 ha di superficie interessata, circa metà della quale boscata. I peggiori casi quelli di Messina (155 incendi), seguono Lecce (123), Reggio Calabria (113), Genova (101) e  Roma (84).

A fare da contraltare al consumo di suolo sta la scarsità di verde urbano nelle nostre città: in 64 Comuni arriva a malapena al 5%, mentre la superficie disponibile per abitante è di 30 metri quadrati in 38 delle città analizzate. Dal 1982 al 2010 anche le aree agricole sono diminuite moltissimo, subendo tagli che arrivano all’83,7% del territorio di Cagliari. A migliorare la situazione la presenza di aree naturali protette e superfici boscate, come accade a Matera, Trento, Potenza e Terni. Risulta Messina la città con la più alta percentuale di verde (verde pubblico e aree naturali protette).

Anche la forestazione urbana è importante, ovvero la gestione degli alberi e delle risorse forestali entro e attorno ai centri abitati. Può aiutare nella lotta ai cambiamenti climatici, nell’assorbimento dell’inquinamento e nell’incremento della biodiversità urbana e periurbana. Ogni uso prevede l’utilizzo di piante diverse, ecco perché sono state realizzate le linee guida che possono aiutare ad uno sviluppo più intelligente di questa risorsa.

Roma a questo proposito si rivela come una delle città più dotate, con i 350.000 alberi presenti in viali, parchi e ville storiche ai quali si aggiungono quelli delle aree naturali protette.

Ulteriore punto dolente delle nostre città è l’inquinamento acustico. Le città sono diventate più rumorose: nel 2014 sono stati 1.602 i controlli contro i 1.332 del 2013 e il 52% ha rilevato livelli oltre quelli stabiliti dalla legge, una cifra che si fermava al 49% nel 2013.

17 dicembre 2015
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