È appena uscito il Rapporto Annuale ISTAT 2015, giunto alla 23 esima edizione. Nella riflessione su una realtà in continuo cambiamento, sulle prospettive e potenzialità del nostro Paese, si concentra anche sugli aspetti che riguardano il consumo di suolo e una gestione sempre più eco-sostenibile delle nostre città.

Per quanto riguarda la caratteristica smart delle città sono stati riclassificati sessanta indicatori di risposta derivati dall’indagine “Dati ambientali nelle città” e disponibili per i 116 Comuni capoluogo di Provincia.

Hanno consentito una valutazione quantitativa degli strumenti adottati dalle amministrazioni per le azioni orientate alla riduzione delle pressioni, delle iniziative per il miglioramento o mantenimento di una buona qualità dello stato dell’ambiente o volte a mitigare e ridurre gli impatti generati dall’azione antropica. A tal proposito le aree di intervento sono state 6:

  • Utilizzo degli strumenti di pianificazione e programmazione – si sono riscontrate carenze nell’applicazione delle normative e nell’aggiornamento e integrazione degli strumenti. I grandi Comuni del Nord, escluso Trieste, mostrano un ricorso complessivo più consistente all’utilizzo degli strumenti di pianificazione. Tra i capoluoghi del Centro-sud Roma, Napoli e Bari conseguono performance superiori alla media delle grandi città.
  • Trasparenza dei processi amministrativi e partecipazione attiva dei cittadini – è sempre più diffuso il ricorso agli strumenti di reporting, come il Bilancio sociale (23 città lo hanno redatto nel 2013) e il Bilancio ambientale (15 città lo hanno già redatto). Crescono le forme di progettazione partecipata (76 le città che l’hanno applicata) e l’offerta dei servizi on-line. Per quanto riguarda la promozione di comportamenti individuali più sostenibili un settore importante sono i rifiuti. In particolare, per il compostaggio domestico sono stati applicati incentivi in 74 città. Le prestazioni per questo settore sono sopra la media delle grandi città per Padova, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Torino e Messina.
  • Gestione ed erogazione dei servizi all’utenza – per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani si registrano un certo numero di azioni volte ad agevolarla quali ad esempio la raccolta porta a porta (realizzata nel 2013 in 101 capoluoghi), il ritiro su chiamata degli ingombranti (in 111) e la disponibilità di isole ecologiche (in 105 Comuni). Uno dei settori dove ci sono più carenze è quello idrico: le inefficienze sono migliorate, ma la dispersione delle reti è ancora mediamente superiore al 20% in 4 Comuni su 5. In tema di mobilità urbana l’efficacia delle scelte strategiche messe in atto risulta ancora inficiata dalla carenza della dotazione infrastrutturale.
  • Azioni di self-governance – gli uffici e i processi di gestione sono passati da un 8,6% di certificazioni ISO 140001 e registrazioni EMAS a rispettivamente il 36,2% e il 9,5%. Nel 2013 circa due terzi delle amministrazioni è ricorsa agli “acquisti verdi” (Green Public Procurement). Situazione statica invece per ciò che concerne i mezzi di trasporto ad alimentazione ecologica: nell’ultimo anno i mezzi elettrici e/o ibridi risultano in media ancora il 2,6% e quelli a metano e a GPL rispettivamente l’8,5 e il 4,8% del parco mezzi. Per quanto riguarda la “self-governance” emergono positivamente le città di Padova, Torino e Bologna e, intorno al valore medio delle grandi città, si collocano sette capoluoghi tra i quali anche il Mezzogiorno è ben rappresentato.
  • Impiego di applicazioni tecnologiche innovative – ne risulta una distanza marcata tra i grandi Comuni del Mezzogiorno e quelli del Centro-nord come motori di innovazione. Torino, Genova, Padova, Bologna, Firenze e Catania sono le grandi città che realizzano i migliori risultati complessivi per quanto riguarda l’innovazione tecnologica. Nell’area della smart mobility è sempre più diffusa la disponibilità di sistemi di infomobility. I sistemi di pagamento elettronico della sosta sono presenti in 41 città; le applicazioni per dispositivi mobili in 20; gli avvisi sul traffico via SMS in 8 città, l’acquisto di titoli di viaggio on line in 25; le paline elettroniche alle fermate dei mezzi pubblici in 50. In tema di smart energy il 30% dei capoluoghi (soprattutto del Nord) ha installato punti di ricarica su strada per i veicoli elettrici. Migliora l’efficienza energetica dell’illuminazione pubblica: il 4,8% dei punti luce delle città utilizza lampade a LED, con un incremento del 40% in un anno.
  • Proposizione di progetti di innovazione eco-sociale – 57 città hanno promosso la diffusione di orti urbani, mentre per promuovere la sicurezza alimentare 78 Comuni hanno scelto l’acquisto di alimenti biologici certificati per le mense delle scuole comunali. In tema di mobilità sostenibile 63 città hanno istituito Zone 30 (dove viene privilegiata la mobilità pedonale e delle biciclette); in 58 città, prevalentemente del Centro-nord, è attivo un servizio di bike sharing e in 22 capoluoghi, anche in questo caso concentrati al Nord, i cittadini possono utilizzare il car sharing.

20 maggio 2015
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