L’ultimo rapporto dell’ISPRA restituisce dati poco confortanti sulla produzione totale di rifiuti pericolosi in Italia. Dal 2011 al 2012 si è registrato un aumento dell’8,1% pari a 700 mila tonnellate in più rispetto all’anno precedente. Complessivamente i rifiuti pericolosi prodotti in Italia ammontano a 9,4 milioni di tonnellate. Una mole difficile da smaltire, anche alla luce della carenza di strutture adeguate per il trattamento. In tutta la penisola si contano appena 10 impianti attrezzati per lo scopo.

Dal report dell’ISPRA emerge anche un dato positivo: il calo dei rifiuti speciali non pericolosi, attribuibile secondo gli analisti alla crisi economica che ha messo in ginocchio l’industria edilizia. Rispetto al 2011 si è registrato un decremento del 2,7%, pari a circa 3,5 milioni di tonnellate.

I dati raccolti dall’ISPRA hanno tracciato un quadro chiaro sulle modalità di smaltimento dei rifiuti più utilizzate in Italia. La soluzione preferita dalle amministrazioni locali per i rifiuti speciali resta la discarica. Solo in Lombardia vi finiscono 2,3 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. In discarica confluiscono anche i materiali di costruzione contenenti amianto per un totale di circa 223 mila tonnellate.

Negli inceneritori invece finiscono perlopiù rifiuti urbani. In totale gli impianti di incenerimento ammontano a 90, di cui 52 dislocati nelle regioni del Nord, 12 al Centro e 26 nel Sud Italia. Delle 856 mila tonnellate di rifiuti speciali processate dagli impianti, ben il 13,4% è costituito da rifiuti sanitari. Nel 2012 i rifiuti inceneriti sono calati del 16,7%.

Il Nord Italia si conferma la regione più attrezzata a smaltire i rifiuti speciali, con ben 237 discariche delle 418 presenti complessivamente nella penisola, rispetto alle 115 del Meridione e alle 66 dislocate nelle regioni del Centro. Il 40% dei rifiuti pericolosi proviene dal settore manifatturiero. Per quanto riguarda i rifiuti speciali non pericolosi, come spiega l’ISPRA, la provenienza è invece attribuibile in gran parte al settore delle costruzioni e demolizioni oltre che al comparto manifatturiero:

Con percentuali pari, rispettivamente, al 42,1% e 24,5% del totale, mentre alle attività di trattamento dei rifiuti è attribuibile il 22,4% della produzione complessiva, con quasi 28 milioni di tonnellate.

Nel 2012 si è registrata una flessione del 9,9% nel recupero energetico dei rifiuti speciali. I 469 impianti che utilizzano i rifiuti speciali per generare energia hanno impiegato complessivamente 149 mila tonnellate.

Il report dell’ISPRA evidenzia che l’Italia continua a esportare ingenti quantità di rifiuti, in particolare in Germania. Nel 2012 i rifiuti speciali inviati all’estero sono aumentati del 4,6% rispetto al 2011, per un totale di 4 milioni di tonnellate.

3 dicembre 2014
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