È stato presentato ieri presso il Ministero dell’Ambiente il Rapporto Rifiuti Urbani 2015 di ISPRA, giunto ormai alla sua diciassettesima edizione. I dati che più saltano all’occhio sono quelli relativi alla produzione di rifiuti, che dopo gli anni della crisi in cui erano diminuiti di un 8,9% tornano a salire di uno 0,3% rispetto al 2013. A spiccare sono però anche quelli riguardanti la raccolta differenziata, che cresce anch’essa arrivando al 45,2%.

Per quanto riguarda la produzione di rifiuti si nota che essa interessa di più il Nord, ma il maggior tasso di crescita si registra nelle Marche, con un +4,2%; segue il Piemonte, con un +2,3%. L’Emilia Romagna si attesta sul +1,8%, mentre Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Lombardia stanno tra +1% e +1,5%. Negativo il saldo per le Regioni del Sud: la Basilicata segna un -3,1%, il Lazio -2,5%, Molise e Calabria, -2,4%.

In termini di raccolta differenziata, la novità di quest’anno è che il divario tra regioni del Nord, del Centro e del Sud, si fa meno marcato: è proprio il Centro a segnare la massima crescita con un aumento dell’11,7%. Segue il Sud con un +7,5% e solo alla fine si posiziona il Nord con un +5,6%.

Il Nord però mantiene il suo primato storico: le migliori prestazioni sono quelle di Treviso che arriva ad un 81,9% di raccolta differenziata, ma ottimi risultati ottengono anche Mantova (76,5%), Belluno (72,8%) e Trento (71,3%).

Delle 14 città che raggiungono e oltrepassano l’obiettivo del 65% undici si trovano qui: 5 sono in Veneto, 2 in Piemonte, 1 in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna. Dalla parte opposta si collocano città come Enna, Palermo e Messina, nelle quali le percentuali di raccolta differenziata rimangono abbondantemente al di sotto del 10%, rimanendo le più basse del Paese.

Parallelamente alla raccolta differenziata cresce anche il riciclaggio delle diverse frazioni di rifiuti urbani: si arriva ad un 42%. Di questo più del 16% è costituito dal recupero di materia della frazione organica da RD (umido+verde), mentre oltre il 25% proviene dal recupero delle altre frazioni merceologiche.

Nonostante questo la quantità di rifiuti che finisce in discarica è ancora il 31% del totale. Il 17% viene invece incenerito e ci sono poi altre percentuali inferiori che prevedono diverse destinazioni: il 2% viene inviato ad impianti produttivi, come i cementifici, dove i rifiuti vengono utilizzati come combustibile per produrre energia; l’1% viene utilizzato, dopo adeguato trattamento, per la ricopertura delle discariche; il 2%, che deriva da trattamento meccanico-biologico, viene inviato per essere ulteriormente trattato; infine l’1% viene esportato.

30 ottobre 2015
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