È stato presentato ieri durante un convegno a Roma il rapporto di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) dal titolo “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”. I dati in esso contenuti parlano di un rischio da frane e alluvioni molto esteso nel nostro Paese: sono 7 milioni gli abitanti (il 12% della totalità) che vivono nell’88% dei Comuni a rischio per frana e/0 per alluvione.

I dati e le informazioni contenuti nel Rapporto derivano dall’analisi dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e delle perimetrazioni nell’ambito della Direttiva Alluvioni, realizzati dalle Autorità di Bacino, dalle Regioni e dalle Province Autonome. Si possono trovare anche sul sito di #italiasicura, la struttura di missione contro il dissesto Idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche realizzata dal Governo nel 2014.

L’analisi della situazione di rischio dell’Italia va fatta secondo diversi punti di vista: per quanto riguarda il rischio frane sono Campania, Toscana, Liguria ed Emilia-Romagna le Regioni più a rischio. Se si parla invece di rischio da alluvione troviamo ai primi posti Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria, che sono le Regioni che ricadono nello scenario di pericolosità idraulica media P2. I Comuni interessanti da uno o da entrambi i rischi sono l’88,3%. Si parla di 7.145 Comuni dei quali 1.640 sono soggetti a frane, 1.607 ad alluvioni e 3.898 invece, ad entrambe.

Ci sono Regioni in cui il numero dei Comuni interessati dal rischio idrogeologico sono la totalità o quasi: in Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Molise e Basilicata nessuno dei Comuni è escluso da questo tipo di problema, mentre in Calabria, nella Provincia di Trento, in Abruzzo, Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia sono il 90% i Comuni a rischio.

Non si parla di un pericolo solo a livello domestico, sono anche le imprese a subire i danni dovuti a questa situazione: per quanto concerne il rischio da frana nel nostro Paese sono 80.000 le unità locali di imprese (circa l’1,7%) che si trovano in aree a pericolosità elevata e molto elevata. Questo mette in pericolo anche i 200.000 lavoratori che vi sono impiegati. Le Regioni che hanno un rischio più elevato da questo punto di vista sono la Campania, la Toscana, l’Emilia-Romagna e il Piemonte.

In termini di inondazioni invece si parla di 576.535 unità e di oltre 2 milioni di lavoratori a rischio, con Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Liguria e Lombardia in testa, come Regioni in cui la situazione è più critica.

Infine è importante porre l’attenzione anche sul pericolo che corre il nostro patrimonio artistico: tra beni culturali architettonici, monumentali e archeologici si stima che siano 34.651 (il 18,1% del patrimonio totale) quelli che potrebbero essere compromessi da frane, mentre 69.000 potrebbero essere danneggiati da alluvioni. Di questi 40.000 rientrano nelle aree a rischio per eventi estremi (P1, ovvero meno probabili, ma più intensi), gli altri 29.000 sono soggetti invece a pericolosità media.

Ecco che l’unico modo per migliorare questa situazione, in tempi brevi è quello di portare avanti un’azione decisa di prevenzione, con interventi, non solo di emergenza, che permettano col tempo, una migliore gestione dei rischi. Mauro Grassi, responsabile di #italiasicura, spiega quanto questo sia importante e illustra tutti gli investimenti che sono stati fatti e che hanno finora determinato l’apertura di 33 cantieri, che possono essere seguiti in piena trasparenza attraverso le mappe presenti sul sito:

La fotografia scattata da ISPRA dimostra, una volta di più, che intervenire per la prevenzione di frane e alluvioni è l’unico percorso capace di ridurre il rischio che in futuro altre vittime e altri danni si aggiungano al già smisurato elenco di tragedie del nostro passato. #italiasicura è la dimostrazione che il Governo ha scelto la strada della prevenzione, finanziando con oltre 750 milioni di euro i 33 più importanti cantieri per la sicurezza delle nostre città, dove maggiore è il numero di persone, attività economiche e beni culturali esposti al rischio di finire sommersi da un’alluvione o sepolti da una frana.

Entro questa estate saranno consegnati lavori per circa 254 milioni. Oltre agli interventi, già in corso, sul Fereggiano a Genova (45 milioni) e sul Seveso a Milano (30 milioni) si prevede già a partire dal mese di Marzo l’intervento sul litorale di Cesenatico (21 milioni) e quindi sul Lambro a Milano (6,5 milioni) e a seguire ancora sul Bisagno a Genova (95 milioni), su alcuni lotti del Lusore a Venezia (10 milioni) e dell’Astico per Vicenza (31,3 milioni) e infine su alcuni, più piccoli, interventi nell’area di Carrara e Pisa (3,6 milioni).

3 marzo 2016
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