Le acque italiane, superficiali e sotterranee, sono piene di pesticidi. Centodiciotto tipi diversi tra erbicidi, fungicidi e insetticidi sono stati individuati dalla rete di monitoraggio ambientale dell’Ispra.

I risultati dell’analisi condotta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, contenuti nel Sesto Rapporto “Monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque“, saranno presentati a Roma durante il convegno “Fitofarmaci e Ambiente”.

Ma da dove arrivano tutti questi pesticidi? Dall’attività agricola che impiega queste sostanze in una misura di 150.000 tonnellate all’anno. Poi, grazie anche alla pioggia, i residui di fitofarmaci, composti chimici pericolosi per la salute umana, passano dal terreno all’ecosistema acquatico.

In alcune regioni, come Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, dove si fa uso intensivo degli antiparassitari, più dell’80% delle acque superficiali controllate è stato contaminato.

Atrazina, carbendazim, glifosate, imidacloprid sono alcuni dei nomi delle sostanze tossiche rinvenute, in grado di provocare l’insorgenza di tumori, danni al sistema nervoso ed effetti negativi sulla capacità riproduttiva degli esseri umani.

12 maggio 2010
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I vostri commenti
Ratamusa, martedì 5 ottobre 2010 alle12:03 ha scritto: rispondi »

Autorità competenti? Nel conservare la loro posizione nell'immobilismo attorno a loro, immagino....

un cittadino, giovedì 30 settembre 2010 alle19:05 ha scritto: rispondi »

Ma tutte le autorità competenti che ci stanno a fare?

maria, venerdì 14 maggio 2010 alle10:43 ha scritto: rispondi »

E' terribile! Pensa, inoltre che, se qualcuno si allergizza a queste sostanze, sarà in difficoltà a trovare la semplice acqua per dissetarsi!

Ratamusa, giovedì 13 maggio 2010 alle13:44 ha scritto: rispondi »

Forse l'abolizione dei cespugli attorno ai campi o l'allargamento dei rami degli alberi dei frutteti fatta qualche anno fa per permettere ai trattori e la raccolta automatizzata o semi-automatizzata non è stata una buona idea.... I passerotti e gli uccelli che nidificavano tra i rami degli alberi e dei cespugli erano"ripulitori" molto migliori dei pesticidi e facevano molto meno danno di loro.

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