Ad EXPO 2015 il tema della nutrizione e dell’energia per la vita vengono affrontati assieme. Ieri presso la Cascina Triulza, sede della società civile, AICARR – Associazione Condizionamento Aria, Riscaldamento e Refrigerazione, ha organizzato il workshop “Energy and Food Communities – a sustainable program”, aperto ad esperti, ricercatori, studiosi ed operatori del settore energetico-alimentare provenienti da tutto il mondo. Con l’occasione è stata anche presentata l’ultima pubblicazione dell’ENEA che tratta dell’energia che viene impiegata per la produzione alimentare.

I dati parlano di una produzione annuale di cibo pari a 5 miliardi di tonnellate all’anno, che richiedono per la produzione, trasformazione e per il trasporto 491 trilioni di joule di energia, per lo più derivante da fonti fossili. Si tratta del 30% del consumo totale di energia del mondo e del 22% delle emissioni di gas serra.

Se contiamo che in media un decimo di tutta l’energia impiegata viene restituita come energia fruibile all’uomo e che poi un terzo del quantitativo di cibo prodotto (tra i 95 e i 115 kg di cibo l’anno nei Paesi Industrializzati) viene sprecato e buttato, capiamo che così com’è il sistema non è assolutamente sostenibile. Livio De Santoli, presidente di AICARR, sostiene che molto si può fare per cambiare la situazione:

Con interventi di efficientamento energetico pensati specificamente per le PMI agricole si possono abbattere i consumi di energia dal 15 al 25%. Questo va fatto soprattutto puntando sulle comunità locali, che sono comunità del cibo così come sono comunità dell’energia.

Si sta cercando di puntare a una serie di proposte in ambito legislativo e istituzionale che seguano come principi la sovranità alimentare ed energetica dei territori; la valorizzazione del sistema agricolo e la sua decarbonizzazione; la certificazione della filiera agricola con riferimento all’aspetto energetico. Questo perché il pianeta riesca davvero a garantire a ciascuno accesso gratuito al cibo e all’energia, nel rispetto dell’ambiente, degli equilibri sociali e di una sostenibilità economica.

Per questo è fondamentale una conversione verso le forme di energia rinnovabile e una rivalutazione dello scarto come risorsa che può fornire energia da rimettere in gioco in un ciclo che ricopia quelli della natura. AICARR sostiene che sia necessario innovare il rapporto tra energia e agricoltura in un’ottica di sostenibilità. Sergio Silvotti, presidente della Fondazione Triulza, spiega:

il rapporto tra agricoltura e sostenibilità non è scontato. Si deve fare uno sforzo condiviso ed è importante che proprio qui si sia presentato un documento programmatico che offrirà una prospettiva per indirizzare politiche, attività e strategie future. Un importante lascito per migliorare la sostenibilità del nostro pianeta.

12 giugno 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 13 giugno 2015 alle19:03 ha scritto: rispondi »

Solito problema di fondo : 7 miliardi di bocche da sfamare.

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