Rapporto Ambiente Italia 2012: aumentano smog e rifiuti, bene la CO2

Lo stato di salute dell’ambiente italiano nel rapporto Ambiente Italia 2012. Nel quadro che emerge dall’analisi statistica operata dall’Istituto Ambiente Italia e da Legambiente il nostro Paese risulta essere molto indietro rispetto a smog e rifiuti, mentre dovrebbe riuscire a centrare il target imposto sulla CO2 per il il 2020.

Nel rapporto Ambiente Italia 2012 prese in considerazione alcune variabili come il trasporto pubblico e privato, la gestione delle aree protette e la situazione relativa alla disponibilità idrica. Un aspetto particolarmente importante in previsione della Giornata Mondiale dell’Acqua prevista per il 22 marzo.

Vediamo l’andamento nei vari settori specifici. Per quanto riguarda lo smog, la situazione si mostra particolarmente critica nelle maggiori città italiane e nell’area della pianura padana. Come riportato nelle scorse settimane, sono ben 27 i comuni che dopo i primi due mesi del 2012 avevano già superato i 35 “sforamenti” rispetto ai limiti di legge sull’inquinamento dell’aria.

Ad incidere in questo caso è soprattutto l’abitudine a rinunciare mal volentieri all’uso del mezzo privato: viene effettuato con l’auto l’80,6% degli spostamenti, in autobus il 12,1% mentre treno e aereo registrano rispettivamente il 5,2 e l’1,7%. Sul fronte rifiuti l’Italia è pericolosamente in controtendenza (+6%) rispetto alla media europea (-2%).

Buone come dicevamo in apertura le prospettive nei confronti degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per il 2020. Anche in questo caso purtroppo c’è un però. Un sensibile aiuto lo ha indirettamente fornito la crisi economica che ha colpito il Paese, riducendo le produzioni e i consumi e integrando i risultati ottenuti con l’efficienza energetica e il ricorso a fonti energetiche rinnovabili.


Alcuni dati però sono chiaramente positivi come l’aumento dell’estensione delle foreste, cresciuta tra il 1990 e il 2010 del 6,5%. Diminuiscono le aree coltivate, mentre godono di sostanziale buona salute i 2.269 siti di interesse comunitario e le 600 aree protette. Piccola nota dolente riguarda la gestione del patrimonio idrico, pari a 2.800 metri cubi per abitante annui, che nonostante equivalga a dieci volte quanto mediamente disponibile nei Paesi del sud del Mediterraneo presenta evidenti criticità durante i mesi estivi.

20 marzo 2012
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