L’urbanizzazione e il consumo di suolo stanno riducendo le aree agricole. Nel rapporto 2012 di Legambiente e INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) emerge un panorama già noto, ma che non accenna a mutare i suoi connotati più negativi. In particolare l’analisi presentata a Palazzo Pirelli dall’associazione ambientalista approfondisce la situazione all’interno dell’area di Milano e nelle Province di Milano, Lodi e Monza e Brianza e tiene conto di un periodo che va dal 1999 al 2009.

Il Rapporto 2012 sul consumo di suolo di evidenzia una forte crescita dell’urbanizzazione (+20.063 m2 al giorno, una superficie più ampia di piazza del Duomo) nella Provincia di Milano con inevitabili ripercussioni anche sul fronte agricolo, che visto perduti 6.839 ettari nel periodo di riferimento. Una situazione sostanzialmente rispecchiata anche dalle altre aree interessate dall’analisi presentata da Legambiente e INU.

Prospettive che richiedono interventi rapidi e mirati, un’esigenza che si scontra però con l’attuale assenza di dati certi e aggiornati. Ad intervenire per coprire questa lacuna potrebbe essere l’ISTAT, come conferma il responsabile scientifico del rapporto Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano:

La mancanza di dati affidabili e aggiornati impedisce alla politica di ‘vedere’ la gravità del fenomeno e correre ai ripari. Da quando abbiamo sollevato il problema le cose hanno iniziato a cambiare, e oggi registriamo alcuni positivi segnali di attivazione istituzionale dai livelli centrali, con l’Istat che, su iniziativa della Commissione Ambiente del Senato, si candida a realizzare il monitoraggio nazionale degli usi del suolo: non possiamo che evidenziare l’importanza di questa novità, sperando che il Governo vi provveda rapidamente.

Il recente accordo sottoscritto dagli assessorati al territorio di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e province autonome di Trento e Bolzano per ridurre il consumo di suolo ha segnato un indubbio passo avanti, ma che non risolve la questione come sottolineato da Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. La causa risiede nello scarso interventismo dei Comuni, le cui azioni saranno indispensabili per garantire un’efficace lotta all’urbanizzazione indiscriminata:

Il consumo di suolo è in primo luogo l’effetto di scelte urbanistiche la cui responsabilità è in capo ai comuni per questo il rapporto punta l’attenzione proprio su questo livello amministrativo, fornendo uno strumento affinché ogni Comune si doti di un proprio e coerente censimento dell’uso del suolo prima di assumere qualsiasi decisione.


Secondo il presidente nazionale di INU Federico Oliva è evidente la necessità di una regolamentazione che stabilisca criteri sul consumo di suolo più sostenibili:

Riorientare le strategie del settore delle costruzioni: una legge nazionale che fissi il principio chiave che il suolo non va consumato e che invece bisogna investire sulla qualità dello spazio già costruito è diventata una esigenza indifferibile.

17 maggio 2012
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