Con l’arrivo della primavera, giardini e balconi si tingono degli splendidi colori dei fiori. Fra i tanti protagonisti di stagione, i ranuncoli occupano di certo un posto speciale: adatti sia alla coltivazione in terra piena che in balcone, regalo tinte tra le più variegate e un piacevole profumo. Ma come coltivarli autonomamente, per abbellire i propri spazi verdi?

Del ranuncolo esistono molteplici varietà, tutti con necessità simili di crescita. Prima di procedere alla coltivazione, di conseguenza, si consiglia di consultare il parere del proprio fornitore di botanica di fiducia, anche per vagliare le condizioni climatiche del proprio luogo di residenza. La coltivazione è comunque mediamente semplice e può essere adatta anche ai neofiti del giardinaggio.

Cosa sapere prima di coltivare i ranuncoli

Il Ranunculus è un genere di piante erbacee spermatofite dicotiledoni della famiglia delle Ranunculaceae: si tratta di un gruppo molto nutrito, che può contenere anche 400-600 specie, dalle caratteristiche molto variegate. Originarie dell’Asia, molto singolare è l’etimologia del loro nome: così come informa Plinio, il noto scrittore e naturalista latino, la definizione deriva dalle rane, poiché molte delle varietà di ranuncolo crescono rigogliose in zone umide e paludose, dove appunto vivono anfibi e rettili. Tra le specie per la coltivazione in vaso e in giardino, il più diffuso è certamente il Ranunculus asiaticus, ben diffuso in natura nell’Area del Mediterraneo, nell’Asia sudorientale e nel nord dell’Africa. Questa specie si caratterizza per fusti alti fino a 50 centimetri, caratterizzati da un sistema semplice di foglie basali e fiori di diametro di 3-5 centimetri, dai colori tra i più vari: rosa, giallo, bianco fra i tanti. Dai fiori eleganti e dai petali delicati, va ricordato come alcune parti della pianta potrebbero risultare dannose agli animali domestici.

Il clima preferito è quello mite del Mediterraneo, dove preferibilmente sussista una media umidità. Il fiore, inoltre, può crescere rigoglioso sia in pieno sole che in mezz’ombra, anche se nei momenti più afosi dell’anno sarà necessario optare per opportuni ripari. Nelle zone più temperate dello Stivale, la fioritura può avvenire già dal mese di aprile, per poi estendersi fino all’inizio dell’estate. Nelle più fresche, come in alta montagna, si potrà contare su una fioritura tardiva, da giugno in poi.

Il terreno ideale è quello sciolto, morbido e altamente drenato, considerato come la pianta necessiti di annaffiature mediamente frequenti. Essendo una pianta mediamente rustica, tuttavia, potrà adattarsi anche ad altre tipologie di terreno senza troppi problemi. Utile sarà una blanda fertilizzazione, da realizzarsi anche con del semplice compost.

Come già accennato, le necessità d’acqua potrebbero essere importanti: queste variano, e naturalmente aumentano, al crescere delle temperature. Si dovrà procedere di prima mattina o subito dopo il tramonto, anche quotidianamente nei momenti più afosi dell’anno, preoccupandosi però non vengano a formarsi dannosi ristagni. Il riferimento, di conseguenza, sarà sempre quello dell’umidità del terreno.

Coltivazione in giardino e in vaso

I ranuncoli possono essere efficacemente coltivati sia in giardino che in vaso, permettendo così di decorare anche piccoli balconi e davanzali. Il criterio per la scelta rimarrà sempre quello della media esposizione al sole.

In ogni caso, la preparazione del contenitore sarà molto importante. Sul fondo andrà predisposto un letto di ghiaia e cocci, ma anche di palline d’argilla espansa, per aumentare la capacità drenante del terriccio. I ranuncoli, infatti, non tollerano i ristagni d’acqua. Si riempie quindi il tutto con del terreno sciolto, morbido e drenante, anche arricchito con compost.

Le tante specie di ranuncolo possono essere coltivate sia a partire dai semi che dai rizomi, ovvero dai bulbi. Questa seconda modalità è la preferita, poiché garantisce i maggiori risultati, nonché richiede minore cure. La semina avviene solitamente a partire da settembre, approfittando di un semenzaio al buio, dove riporre i semi senza ricoprirli eccessivamente di terra. Il bulbo, invece, può essere interrato già al termine delle ultime gelate dell’inverno. Il tubero presenta una singolare conformazione ad artigli: questi dovranno essere piantati in buche nel terreno di circa cinque centimetri, orientati verso il basso. La distanza fra ogni esemplare varia dalla tipologia di ranuncolo scelta: quelle dai fiori piccoli possono convivere a 10-15 centimetri di distanza, quelle a turbante – soprattutto le jumbo, dai fiori molto grandi – anche a una trentina di centimetri. Durante l’operazione il bulbo non dovrà essere direttamente annaffiato, ma si inumidirà leggermente il terriccio circostanze.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione di erbacce e altre piante infestanti, quindi il controllo della presenza di insetti e parassiti, come lumache e afidi.

24 aprile 2016
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