Secondo una ricerca annuale portata avanti dalla Dogs Trust circa 3463 cani randagi, nell’anno a cavallo tra il 2015 e 2016, non hanno fatto ritorno alla casa di appartenenza. Questa cifra coincide perciò con il numero di esemplari soppressi. Un quantitativo che spaventa, ma che equivale a tutti i quadrupedi non reclamati, abbandonati, con dati errati segnati nel microchip e quindi persi per sempre.

Il Regno Unito è molto attivo in questo campo e i recuperi hanno sfiorato le 80000 unità solo fino a marzo 2016. La maggioranza dei cani inglesi possiede un microchip o una famiglia di provenienza, sono rarissimi i randagi oppure i cani di strada.

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Secondo le autorità gli esemplari raccolti si trovano in difficoltà perché magari sono scappati, oppure sono stati rubati oppure in minima parte scaricati per sempre. Le percentuali legate ai recuperi in buona parte sono state abbattute: più della metà ha fatto ritorno a casa. Circa 37.283 però non sono stati reclamati.

Chi non riesce a ritrovare la sua famiglia viene accolto in canile o in rifugio per un massimo di sette giorni, alla cui scadenza diventa proprietà del comune. Scattano così le procedure relative alla nuova sistemazione, una sorta di corsa contro il tempo per garantire al cane un’alternativa.

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I più fortunati vengono accolti in stallo presso rifugi e associazioni animaliste, gli altri rimangono in canile dove gli spazi sono angusti e le cure minime. Molti di loro, scaduto il termine di permanenza e le possibilità di riscatto, purtroppo vengono addormentati per sempre.

La legge in merito è molto chiara: esistono sanzioni per chi abbandona, ma anche l’obbligo di chippare il cane legalmente imposto da aprile scorso.

Nonostante una diminuzione delle cifre però, gli animali finiscono per strada in concomitanza delle vacanze estive e con il sopraggiungere delle feste natalizie. I cani in attesa di trovare il vecchio o nuovo proprietario appaiono sempre differenti, alcuni con evidenti segni di abuso, altri perfettamente curati e puliti. Il futuro per entrambi è però sempre un’incognita.

3 ottobre 2016
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