Perfetta protagonista di un film horror, la rana con i denti esiste davvero. È quanto si apprende da un gruppo di naturalisti del Museo della Storia Naturale di Berlino, in missione in quel dell’Africa: nell’area occidentale del continente sono stati infatti scoperti degli esemplari dentati. A cosa servano le aguzze zanne, tuttavia, non è ancora ben chiaro.

La scoperta di nuove specie di rane non è insolito, perché si tratta di una specie animale che conta centinaia di famiglie non ancora analizzate dalla scienza. Nessuno avrebbe mai pensato, però, di scoprirne una varietà dotata di denti, anche perché solitamente inutili per l’alimentazione tipica dell’anfibio. E non è tutto, perché la rana dentata non sembra essere imparentata con nessuna delle specie già identificate sul territorio, ci si troverebbe quindi di fronte a un lontano parente dell’animaletto gracidante, forse l’anello di congiunzione tra le varietà moderne e quelle delle preistoria, nel periodo dei dinosauri del Cretaceo.

Chiamata Odontobrachida per la singolare peculiarità, la rana presenta zanne nell’arcata mascellare inferiore, mentre la superiore è ricoperta da piccoli denti rivolti verso l’interno. Non è dato ancora ben sapere, tuttavia, a che serva questo morso affilato: l’alimentazione dell’anfibio non appare molto differente da quella delle normali rane, l’ipotesi è quindi che i denti servano come strumento di caccia o di difesa.

Per arrivare alla definizione della nuova specie, il ricercatore Michael Barej – a capo del progetto – non si è avvalso solo dell’analisi genetica, ma anche della tomografia computerizzata. In questo modo è stata possibile l’identificazione di altre parti anatomiche sviluppatesi nei secoli in modo differente dalle altre specie di rane, tanto che l’esemplare si avvicina più al dinosauro o alle iguane che ai consimili, così come già accennato. Al momento, non è ben nota l’effettiva diffusione di questi insoliti animaletti, ma alcuni esemplari sono stati identificati in Guinea, nella Sierra Leone, in Liberia e in Costa D’Avorio.

7 febbraio 2014
Fonte:
IDW
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