La rana è un anfibio che rientra nel gruppo degli anuri, insieme a rospi e raganelle, ed è diffusa in tutto il mondo con una percentuale inferiore in America del Sud e in Australia. Le specie appartenenti alla famiglia sono 48 e in Italia le più presenti sono Rana latastei, Rana temporaria, Rana arvalis, Rana dalmatina, Rana italica e Rana graeca. È un animale autosufficiente che ama vivere in libertà, ma in commercio è possibile reperire esemplari nati in cattività. L’eventuale gestione casalinga potrebbe cambiare in base alla provenienza, perché una rana selvatica risulterà meno avvezza alla presenza umana.

L’animaletto invertebrato a sangue freddo possiede un formato che può variare in base alla specie di appartenenza, di solito le misure vanno da 10 a 300 mm. Il corpo, piuttosto compatto, è costituito da una struttura corta e tozza, zampe lunghe e agili, occhi sporgenti ed estremità palmate. La pelle – permeabile, liscia, morbida e a volte un po’ viscida – consente la respirazione dell’animale. La rana, o meglio i suoi antenati, rientra nel gruppo dei primi anfibi colonizzatori dell’ambiente terrestre. Grazie alla sua conformazione fisica può trascorrere in acqua buona parte della sua esistenza, al contempo soggiornare all’aria aperta. La riproduzione avviene in acqua, le uova non presentano guscio ma sono avvolte da un materiale gelatinoso. La fecondazione consente alle uova deposte di trasformarsi in larve o girini con coda e branchie esterne, l’evoluzione graduale modifica l’apparato respiratorio con comparsa dei polmoni ma anche la struttura fisica con la crescita delle zampe.

Allevare una rana

Rana verde

Emerald tree frog / Boophis luteus via Shutterstock

Se decidete di allevare una rana in casa è importante rivolgersi a strutture autorizzate e certificate, quindi acquistare un esemplare facile da gestire, come la rana nana africana. Se invece preferite un esemplare selvatico è bene ricordare che l’anfibio necessiterà di una replica esatta del suo habitat anche all’interno dell’abitazione, con spazi e dimensioni adeguate. Il terrario dovrà risultare ampio e ben strutturato, con il giusto spazio per il relax oppure per le nuotate. Non dovrà essere esposto alla luce diretta del sole, ma neppure ai fumi della cucina o agli spray che potrebbero danneggiare la cute della rana. Non dovrete riempire lo spazio di esemplari perché l’anfibio è abbastanza solitario, predilige quindi pochi coinquilini.

Importante mantenere il giusto equilibrio tra caldo e umidità, per impedire la disidratazione e la morte. Inoltre, in maniera analoga a quanto accade per i rettili a sangue freddo, la rana non è in grado di gestire la propria termoregolazione che va calibrata perfettamente con spot luminosi, acqua e luce. All’interno del terrario dovrà essere presente della ghiaietta, della sabbia o una base di sughero, un filtro per regolare la pulizia dell’acqua, delle piante naturali come muschio, lecci, palma nana, licheni, tronchetti, piante galleggianti e piccole rocce dove riposare. Inoltre, previsti anche dettagli decorativi come pezzi di ceramica o elementi dove possa nascondersi a riposare. L’acqua dovrà risultare pulita grazie al filtraggio automatico, oltre che al ricambio giornaliero, quindi dovrà essere presente un coperchio con spazi per l’areazione per far ventilare il terrario senza far scappare l’animale

Rana e alimentazione

Rana comune

Common water frog on a stone via Shutterstock

La rana è un animale che si ciba di esseri vivi quali insetti, vermi, grilli, mosche carnarie, moscerini dell’aceto e larve di tarme della farina. Le dosi potranno variare in base alla specie, si avanza per tentativi in base alla richiesta da parte dell’animale. Con il tempo sarà possibile aggiungere pezzetti di carne al posto di qualche insetto, quindi abituare l’animale al contatto con la vostra mano. I girini invece apprezzano molto insalata, alghe e ortiche. Importante considerare che, nonostante il formato e la semplicità riguardante la tipologia di allevamento, la rana è un animaletto con precise necessità ed esigenze. La sua sarà una vita da reclusa per cui risulterà importante prestare attenzione e cura. Meglio evitare di chiudere in un terrario una rana o girino selvatico. Infine, come per tutti gli animali di casa, assicurate almeno due visite annuali dal veterinario. Senza dimenticare di informarvi accuratamente attraverso esperti, rivenditori e forum a tema.

25 agosto 2014
I vostri commenti
Euro Risparmio, sabato 6 febbraio 2016 alle9:32 ha scritto: rispondi »

Buongiorno allevare le rane per uso gastronomico quali razze sono più utilizzate e quali hanno un prezzo più alto? tra molti allevamenti e allevatori ci sono idee contrastanti e non precise su prezzi e vendita sul mercato ma un allevamento di rane commestibili e redditizio oppure non lo è affatto? Da chi ne sa è conosce di più per avere un parere importante!Grazie mille.

rossana, lunedì 1 settembre 2014 alle16:29 ha scritto: rispondi »

Nel mio commento infati mi sono riferita non unjcamente a rane ma a tutti gli animali domestici (vedi cani) e non.a maggior ragione se ne dovrebbe sconsigliare l'acquisto se si tratta di animali non comunemente definiti domestici poiché vengono destinati ad una vita in gabbia. Ovvio mi sono riferita all'articolo che parla di rane non di cani di razza. Parlare della rana, delle sue esigenze, del suo habitat naturale forse sarebbe ztato piu aprezzabile ed avrebbe fatto se non desistere dall'intento almeno posto quakche scrupolo ad un potenziale compratore. Qui invece se ne consiglia la specie da acquistare...no, mi dispiace è evidente che non ho collto il senso del'articolo

Marco Grigis, lunedì 1 settembre 2014 alle2:12 ha scritto: rispondi »

Credo che non si sia colto lo scopo di questi articoli, che non è di certo quello di convincere i più a rinchiudere animali in gabbia - fatto su cui si potrebbe discutere ininterrottamente per giorni - bensì accudirli nel rispetto delle loro esigenze. Nessuno sta incentivando il ricorso alla rana come animale domestico ma, siccome per diverse specie l'allevamento non è vietato, è allora utile fornire indicazioni essenziali affinché questo avvenga nel rispetto delle loro esigenze. Siamo tutti d'accordo nel sostenere come la vita ideale della rana sia in natura e nel suo habitat consono dovrebbe essere lasciata, ma proprio poiché il suo accudimento non è vietato, ritengo sia urgente spiegare come limitarne i possibili danni. Meglio non dir nulla, tralasciando informazioni che un nuovo proprietario non è detto che sappia? La strategia non può essere solo quella del convincimento, perché in pochi rinunceranno a tenere in casa un animale solo perché lo dice un sito web, ma soprattutto dell'educazione: contenere danni e rischi con un allevamento che, per quanto eticamente criticabile, sia attento alle necessità dell'animale. Infine, mi permetto una piccola provocazione: questi stessi discorsi non si fanno per specie domestiche consuete, anche se meriterebbero uguale attenzione. Perché si protesta per la rana, ma nessuno si lamenta di un cane di grandi dimensioni - un San Bernardo, Mastini Napoletani e Tibetani, Pastori del Caucaso e via dicendo - accudito in un appartamento di 35 mq al sesto piano di una palazzina di un centro urbano? Anche quello non è l'ambiente più consono per la sua indole, eppure non si batte ciglio.

rossana, lunedì 1 settembre 2014 alle1:53 ha scritto: rispondi »

Buongiorno, rimango basita e come il signor Alessio incredibilmente delusa; pensavo che gli "articoli" quì inseriti propendessero per uno stile di vita "verde", teso a migliorare il nostro rapporto con la natura, a conoscerla in primo luogo per rispettarla. Non esistono animali destinati ad essere venduti, esistono sfruttatori che vendono animali "certificati" o meno che siano (chi lo spiega all'animale che dato che è "certificato" è nato per essere tenuto in gabbia?). Leggo: "La sua sarà una vita da reclusa per cui risulterà importante prestare attenzione e cura"...L'unico consiglio da dare a chi vuole comprare un animale è quello di non farlo!!!! la natura va conosciuta, osservata, amata e rispettata, ogni essere vivente ha diritto di vivere nel suo habitat naturale, non in gabbia, in teca, in acquario ecc. solo perchè l'uomo, con concezioni ancora medioevali, ha deciso di rinchiuderlo per il suo sollazzo. NEL 2014??? Tutto ciò è molto triste e pazzesco. senza parole. Allevare rane??? non sappiamo allevare i nostri figli se poi è questo l'insegnamento che diamo. Forse è bene mettersi da parte e rivedere un attimo noi stessi prima di allevare qualsiasi forma di vita, isoliamoci dal mondo esterno, entriamo in un modno asettico senza stimoli, senza libertà di scelta ecc., poi forse lo capiamo quali sono le nostre esigenze... pazzesco... estrema delusione

Viola Yael, giovedì 28 agosto 2014 alle17:04 ha scritto: rispondi »

Ciao Alessio, nella stesura di questo testo ho prestato particolare attenzione a sottolineare come la rana allevata in casa sia costretta a una vita di reclusione quindi innaturale. Personalmente le amo libere e nel loro habitat, ma è importante garantire dati utili e corretti per impedire acquisti improvvisati e sommari. Come indicato nel testo si può allevare animali solo certificati quindi non provenienti da importazioni illegali. Principalmente solo se è possibile garantire loro uno spazio giusto, corretto, sano, ampio e valido. Altrimenti, come sottolinei anche tu, è meglio desistere dall'acquisto. ciao a presto.

Lascia un commento