Rambutan: proprietà e come si mangia

Non è molto conosciuto in Italia, sebbene negli ultimi anni abbia conquistato un numero sempre maggiore di consumatori. Il rambutan, noto soprattutto per la sua singolare buccia rossa, è un frutto dolce, insolito e ricco di proprietà nutritive. Ma quali sono le caratteristiche di questo prodotto esotico e, ancora, quali i benefici riconosciuti?

=> Scopri le proprietà dell’akebia


Trattandosi di un frutto abbastanza raro sullo Stivale, non sempre risulta disponibile sui banchi della grande distribuzione. È quindi più probabile rinvenirlo in piccoli negozi dedicati alla cucina orientale o, ancora, nei centri di agricoltura biologica. Prima dell’assunzione, in ogni caso, è bene chiedere un parere al proprio medico, sia per vagliare ipersensibilità personali che per escludere eventuali interazioni con cure in corso.

Rambutan: cosa è, come si mangia

Il Nephelium lappaceum – conosciuto anche con il nome di rambutan, litchi asiatico o frutto dai capelli – è una pianta angiosperma appartenente alla famiglia della Sapindaceae. Originario di Malesia e Indonesia, ma oggi coltivato praticamente in tutto il sudest asiatico, l’albero si caratterizza per un’altezza importante, dai 12 ai 20 metri. Dotata di numerose ramificazioni, queste ultime dalle foglie allungate, vistose e di un verde opaco, la pianta produce un gran numero di frutti commestibili: questi vengono consumati freschi o, in alternativa, per completare ricette sia dolci che salate.

Il frutto, di piccole dimensioni, presenta una buccia di intenso colore rosso, ricoperta da filamenti simili a spine, sebbene abbastanza morbide. Questa peculiarità, tale da assomigliare a una folta chioma, ne giustifica il nome comune locale: non capita di rado gli esemplari vengano chiamati “frutto dai capelli” o semplicemente “massa di capelli”. La polpa è invece bianca, dalla consistenza mediamente morbida e dal colore traslucido, e al suo interno conserva un seme abbastanza duro.

=> Scopri il salak, il frutto del serpente


Come già accennato, nei paesi d’origine il rambutan viene consumato sia fresco che come ingrediente per ricette dolci e salate, nonostante queste ultime risultino decisamente rare. Frequente, invece, è la creazione di dolci caramellati, marmellate, creme gelatinose e molto altro ancora: d’altronde, il frutto presenta un sapore delicato ma zuccherino, ideale quindi per questo tipo di preparazioni.

Per mangiare il rambutan, è innanzitutto necessario verificarne la maturazione: si dovranno scegliere esemplari dal rosso intenso della buccia, privi di aree o spine verdi. Fatto questo, sarà sufficiente aprire e rimuovere proprio la buccia esterna, consumando la polpa. I semi, invece, vengono di norma scartati: il loro consumo massiccio, infatti, può determinare problemi gastrointestinali.

Rambutan: proprietà e benefici

Dal punto di vista nutrizionale, il rambutan è un frutto mediamente calorico: per 100 grammi di prodotto, infatti, si contano 82 calorie. Naturalmente, considerato come il consumo si limiti a pochi esemplari alla volta, l’apporto in termini di calorie sarà ulteriormente ridotto. Per lo stesso peso si contano 21 grammi di carboidrati, 0.7 di proteine e 0.2 di grassi, a cui si aggiunge una porzione non particolarmente rilevante di fibre: 0.9 grammi. Più interessante, invece, è l’apporto in micronutrienti: i sali minerali sono rappresentati da grandi quantitativi di potassio, a cui si aggiungono sodio, calcio, magnesio, manganese e ferro. Il profilo vitaminico, nel frattempo, è determinato da una più che abbondante razione di vitamine A, C ed E.

=> Scopri le proprietà del giaco


Le caratteristiche nutrizionali giustificano anche alcuni dei benefici più conosciuti del rambutan. Innanzitutto, le buone concentrazioni di potassio lo rendono un frutto energizzante e remineralizzante, ideale soprattutto nelle giornate più calde per ritrovare grinta in breve tempo. La vitamina C, presente in dosi abbondanti, è invece d’aiuto per il rafforzamento del sistema immunitario, mentre A ed E contribuiscono alla lotta contro i radicali liberi, limitando i processi d’invecchiamento cellulare. Sebbene l’apporto in fibre non sia elevato, il rambutan può avere anche effetti nella regolarizzazione del transito intestinale, mentre l’alto contenuto in zuccheri stimola la produzione di succhi gastrici e la digestione.

Come già accennato, è sempre necessario rivolgersi al medico prima di introdurre un nuovo alimento all’interno della propria dieta: un passaggio necessario sia per evitare ipersensibilità e incompatibilità personali, ma anche per escludere l’eventuale interazioni con i farmaci. La polpa del frutto non presenta controindicazioni specifiche, se non proprio nei soggetti ipersensibili, mentre i semi potrebbero determinare problemi di digestione, anche abbastanza seri, qualora se ne faccia abuso.

30 settembre 2017
Lascia un commento